Fabio Stassi ovvero il calcio e gli scacchi

Non mi interesso di calcio, non lo guardo nemmeno in tv, figurarsi leggere un libro sul calcio. Nemmno gli scacchi mi appassionano, un approccio troppo logico e anche troppo da pensare. Perchè allora ho letto i due libri di Stassi, uno sul calcio e l'altro sugli scacchi? Trovo che questi due libri siano al loro fondo dei libri di avventura, di avventura vera come quella che uno cerca ed ha imparato ad apprezzare nei libri di Salgari. Dove gli avvenimenti descritti non si curano della loro verosimiglianza, dove l'esotico sta nella collocazione in un recente passato irrimediabilmente diverso dai nostri tempi, dove i protagonisti non sono eroi senza macchia ma persone capaci di azioni al limite delle umane capacità. Stassi ha una capacità di racconto veramente notevole, un passo diverso da molti autori contemporanei ed è un vero arioso piacere seguire le vicende dei suoi personaggi in giro per i continenti. Per la trama vi rimando ai link della casa editrice, accenno solo a uno spunto per libro:
- in E' finito il primo carnevale ci si imbatte in Garibaldi: quello che Stassi scrive a proposito è uno dei migliori omaggi che abbia mai letto a questo nostro e non solo nostro eroe, troppo spesso ignorato o santificato.
- La rivincita di Capablanca è diviso in 64 capitoli, uno per ogni casella della scacchiera

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