Molesini o del ben scrivere

E' il suo primo romanzo ma Molesini non è un principiante: ha scritto diversi libri per ragazzi, è il traduttore di poeti come Derek Walcott, insegna letteratura comparata all'università. E' uno che le parole le sa usare bene e in questo romanzo lo dimostra. Racconta, in forma romanzata, la storia della sua famiglia durante il periodo che va da Caporetto alla vittoria della prima guerra mondiale, in un lembo di terra nel territorio occupato dalle truppe austro tedesche. Il romanzo storico ha molti aspetti interessanti anche perchè tratta la prima guerra mondiale dalle zone occupate, cosa insolita per il fronte italiano durante quella guerra. Ma due validi motivi per leggere questo libro che può validamente concorrere al premio Campiello sono altri: prima di tutto la capacità di racconto senza esitazioni, senza sbavature e senza esagerazioni, sempre possibili in racconti drammatici e di guerra. Secondo, l'accento che pone sulla guerra come fine di un mondo così come fino ad allora era pensato e conosciuto e inizio di un mondo nuovo e diverso, dove i vecchi protagonisti perderanno il loro ruolo. La fine di un'epoca accomuna nella sorte i protagonisti italiani e gli ufficiali del nemico ed emerge dal romanzo storico come evento non più del passato ma di ciclica attualità.

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