Ikea o della scomparsa delle librerie

Qual è la libreria più famosa al mondo? Non sforzatevi, è la Billy, libreria nel senso di scaffale atto a riporre libri, prodotta in molti modelli e innumerevoli esemplari dal colosso IKEA.
L'Economist in un gustoso articolo che parla di libri cita la modifica della profondità del nuovo modello prossimo venturo di Billy come segno dei tempi: servirà sempre meno a contenere libri e sempre più a contenere altri oggetti (soprammobili e libri di grande dimensione) e questo per l'avvento degli ebook.
Questa ipotesi mi fa rabbrividire: se almeno il sacrificio del libro di carta servisse a far sparire l'immondo oggetto seriale che è la libreria Billy, sentirei questo sacrificio come più sopportabile. Mi sentirei invece cornuto e mazziato se  la scomparsa del libro di carta portasse all'aumento di soprammobili a causa dell'horror vacui che colpirebbe gli appassionati di ebook.
Ma la parte più interessante dell'articolo è alla fine, dove si parla di librerie vere, quelle che in inglese si chiamano brick & mortar, mattone e malta, per distinguerle da quelle solo virtuali, online. Anzi si parla di vetrine di librerie e della loro importanza per gli editori nell'indirizzare la scelta dei lettori.

A book in the window
Perhaps the biggest problem, though, is the gradual disappearance of the shop window. Brian Murray, chief executive of HarperCollins, points out that a film may be released with more than $100m of marketing behind it. Music singles often receive radio promotion. Publishers, on the other hand, rely heavily on bookstores to bring new releases to customers’ attention and to steer them to books that they might not have considered buying. As stores close, the industry loses much more than a retail outlet. Publishers are increasingly trying to push books through online social networks. But Mr Murray says he hasn’t seen anything that replicates the experience of browsing a bookstore.

E' solo l'esperienza di Brian Murray e scommetto che molti sono pronti a replicare che invece navigare fra i libri su un sito come Amazon o IBS è altrettanto stimolante. Vabbè, io però la penso come Brian.

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