Lo scandalo del Lido di Edoardo Salzano

Occhi aperti su Venezia è la nuova collana edita da Corte del Fontego che si caratterizza per l'oggetto dell'indagine, Venezia, e per l'agilità dei prodotti: sono dei piccoli libri di 36 pagine, libri che sarebbero inutili se i giornali facessero della vera informazione e dei reportage seri.

L'autore di questo libro, Edoardo Salzano, è molto conosciuto sia per il suo passato accademico sia per il suo impegno a parlare, a chiarire e a lottare, quando serve, su temi legati all'urbanistica. Il suo sito Eddyburg.it si occupa di urbanistica, politica e società.

L'argomento è il Lido di Venezia e quello che in questi anni è successo dal punto di vista di affari, di politica e di urbanistica. In questa piccola isola che separa la laguna di Venezia dal mare ci sono grandi possibilità di sviluppo e grandi possibilità di speculazione: c'è un palazzo del Cinema da costruire ex-novo (quello della mostra del cinema) e una area di dimensioni molto vaste un tempo adibita a ospedale che adesso dovrebbe essere ceduta a privati per creare strutture residenziali e turistiche.
A chi può interessare questo libro? O meglio, a chi, oltre a quelli che abitano al Lido o nel comune di Venezia, può interessare del connubio fra affari e politica che potrebbe cambiare le sorti del Lido?
Sono convinto che dovrebbe interessare a molti perchè Venezia in queste cose fa un po' da apripista: Venezia è una città in decadenza ormai da secoli e da un periodo simile ha iniziato a darsi al turismo. Negli ultimi decenni quello che era una delle possibilità di Venezia è diventata l'unica strada percorribile e cioè la monocultura e monoeconomia turistica. In questo Venezia è stata la prima grande città occidentale e le trasformazioni conseguenti sono state oggetto di studio da altre città alle prese con gli stessi problemi (centri storici abbandonati dai residenti, crescita dei costi, effetti del turismo).
Qui  non si tratta di un nuovo albergo sul Canal Grande, nemmeno di una speculazione come in altre città dove un'area industriale dismessa diventa residenziale: qui si tratta di un'operazione immobiliare che cambierà radicalmente il Lido motivata da ragioni culturali e di turismo, o meglio, di turismo legato alla fruizione di esperienze culturali e fatta procedere a colpi di commissario straordinario, nemmeno fosse piovuto un meteorite per fare il buco che c'è dove in un futuro (?) sorgerà il nuovo palazzo del cinema.
Una lettura istruttiva, anche per scoprire che all'origine di tutto c'è un amministratore a cui era stata data fiducia perchè, a torto o ragione, lo si riteneva superiore a questo mondo di intrallazzi.

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