Storie di donne

Il titolo italiano del nuovo libro di Mariusz Szczygiel è Reality che in realtà è il titolo del primo racconto. Può essere azzeccato ma il titolo originale polacco è "Capriccio: storie di donne" che è senza dubbio più rispondente al vero. Il cambio dei titoli nelle traduzioni in altre lingue è frequente e a volte non sembra motivato. Forse in questo caso poteva sembrare fuorviante il termine Capriccio che qui ritengo fosse usato con il significato musicale di composizione libera.
Difatti questo libro propone al lettore cinque storie diverse: diversi i protagonisti, diverso il modo di raccontarlo, diverso il rapporto fra narratore e personaggi. Il tratto comune è che sono storie di donne e storie vere, reali.
L'autore è un giornalista famoso in patria e all'estero per i suoi reportage e da quello che si legge in questo breve libro si può dire che sia giustamente famoso.
Si inizia con una storia al limite del paradosso: una signora ha registrato per tutta la sua vita adulta, per decine di anni, tutti i fatti minimi che le sono accaduti. Ha registrato, per esempio, tutto quello che ha mangiato, a colazione, a pranzo e a cena,  chi ha incontrato e anche le telefonate fatte e ricevute. Tutto viene registrato in appositi quaderni e tutto all'insaputa delle persone a lei vicine. Szczygie, l'autore del libro, viene informato di questa storia dalla figlia che, dopo la morte della madre, trova questa montagna di quaderni.
Questa signora che tutto registra non concede nulla all'emozione, nei suoi quaderni c'è spazio solo per i fatti, più minimi sono meglio sono registrabili. Una storia del genere può essere raccontata in molti modi: l'autore da' una grande prova di bravura cercando di sparire, cercando di riferire per quanto possibile con lo stesso modo asettico con cui le operazioni quotidiane del vivere sono state trasportate nei quaderni. Il risultato è un resoconto asciutto ed essenziale che nulla trascura.

Forse il reportage più bello nasce da una vicenda capitata in prima persona al giornalista/scrittore: in un bar per caso trova una lista di nomi di donne scritta con tutta evidenza molti anni prima del ritrovamento. Se l'avesse trovata un altro sarebbe finita nel cestino, avendola trovata lui diventa un ottimo motivo per iniziare una ricerca: cosa accomuna queste donne per essere insieme in questa lista? Il racconto ci porta lungo questa indagine, a conoscere le diverse donne della lista e ad ascoltare le loro ipotesi. E' un bello spaccato di donne e di storia polacca e, come per molti viaggi, è più interessante il percorso, in questo caso per scoprire la verità, che la meta stessa.

L'ultimo non è un racconto ma un epistolario: l'autore ha avuto occasione di ricevere l'epistolario intercorso fra due donne nell'arco di decine d'anni, due donne normali, non famose, alle prese con i problemi di tutti i giorni. Qui ci propone una selezione delle loro lettere, quelle che meglio rappresentano e "raccontano" la loro vicenda. E' una forma estrema di reportage ma senza dubbio rispettosa delle fonti e della realtà. Da questo epistolario cito due parti, distanti fra loro anni e senza legame, che da sole valgono la pena di leggere questa vicenda raccontata a due voci:

24.09.81 
Henia cara, anch'io mi sento giù, ma ho notato che le mie angoscie non producono il benchè minimo effetto sull'andamento delle cose


13.04.93
[...] Avresti mai immaginato che la vita nel capitalismo sarebbe stata così dura?

Non bisogna dimenticarsi che le donne e la realtà che l'autore descrive sono della Polonia, un paese che ha avuto una evoluzione diversa dall'Italia con vicende che troppo spesso si tende a dimenticare.


Con questo libro iniziamo la collaborazione con il blog Librobreve : questo blog è specializzato in libri di piccolo formato e ogni mese propone alle librerie che partecipano a questo progetto una serie di libri. Di questi la Marco Polo ne tiene alcuni in libreria e ne propone un'autonoma opinione.

INSTAGRAM FEED

@lepancherosse.dellamarcopolo