Fuori catalogo: storie di libri e librerie di Rocco Pinto

E' un libro che mi ha spiazzato: mi aspettavo ricordi e aneddoti su libri e librerie, condito dai soliti (anche se utili) consigli da libraio esperto. Il titolo stesso, con quel Fuori catalogo in primo piano, mi ha messo sulla falsa strada.
Il libro invece è una serie di scoppiettanti racconti, certamente basati sui libri e sulle librerie, ma che prima di tutto ci raccontano l'uomo Rocco Pinto: amante di libri, affascinato dalle donne e con un'ottima e abbondante dose di fantasia surreale.
Rocco Pinto è libraio da trent'anni ed è uno dei librai più noti e attivi nella sua città, nella Torino dove fra le altre cose ha ideato Portici di Carta, e in Italia.
Questi racconti rendono appieno il fascino di questo mestiere: non solo una vita passata in mezzo ai libri ma una vita sostenuta e alimentata dai libri che però nei libri non si esaurisce.
Senza nulla togliere al valore dei racconti più fantastici, quelli che mi sono più piaciuti, quelli che mi hanno toccato nel fondo dell'animo, sono i racconti autobiografici (o quelli basati più su reali accadimenti): l'inizio della passione per i libri e la lettura con i primi passi in libreria (iniziando come fattorino), la nascita della libreria che ora gestisce (La Torre di Abele). Sopra tutti l'episodio raccontato nel capitolo intitolato La leggenda del Santo Bevitore: un libraio ambulante costretto a cedere la sua attività, diventa un barbone continuando a nutrirsi di libri ma che alla fine crolla e muore dimenticato da tutta la città; forse perchè oltre all'empatia per questo libraio, che immagino reale, la sua storia è un'adeguata metafora della sorte che può attendere i librai tutti.

C'è una frase che ho voglia di riportare qui e che voglio ricordarmela, per i momenti brutti che sempre arrivano, per i clienti che, a volte con apprensione, domandano "Come va?" : C'è forse maggior fortuna che lavorare con i libri?

E, per finire, un'avvertenza per chi volesse comprare il libro: andate in libreria, cercatelo nelle vetrine, sui tavoli di esposizione, negli scaffali, domandatelo ai commessi, fate come volete ma, vi prego, non compratelo in internet. Il mio non è un appello generico, vale per questo libro: sarebbe una dimostrazione di totale incomprensione nei confronti del libro e del mestiere dell'autore.

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