Lettera ad un'altra professoressa

Mi rivolgo alla professoressa di un liceo veneziano che ha fatto comprare e leggere l'ultimo libro di Gramellini "Fai bei sogni" ai suoi studenti.
Spero di non essere solo nel farle una domanda semplice e importante: perchè?

Azzardo delle ipotesi:
- a dei ragazzi giovani forse è più facile far leggere un libro di un autore che settimanalmente è in televisione. In questo caso consiglierei di dare come opzione di lettura Io, Ibra ai maschietti e qualcosa della Parodi alle femminucce, forse sarebbero più contenti.
- è bene sin dalla scuola insegnare come va il mondo: un bell'esempio di conflitto di interessi è quello che ci vuole, uno un giorno è un giornalista con una sua rubrica di commenti  e il giorno dopo è un ospite per presentare il suo libro, ovviamente nella stessa trasmissione.
- in un mondo in cui va tutto bene e dove tutti sono felici, la rappresentazione del dolore ogni tanto serve e quindi un libro come quello di Gramellini è necessario. Peccato che non sia proprio così e l'immagine non filtrata di dolore e disgrazie sia accessibile immediatamente a tutti.

Forse le è semplicemente piaciuto, così tanto da voler condividere questo libro con tutti i suoi studenti.

Quando andavo a scuola il mio professore se ne guardava bene da dirci che libro leggere, ci obbligava a leggere libri che la classe, in modo democratico, sceglieva. Io me la potevo prendere con i miei compagni se il libro non mi piaceva e il professore poteva fare il suo mestiere, aiutandoci nell'analisi del testo.
Come farà a difendere la sua scelta di fronte a studenti a cui dovrebbe insegnare letteratura? Perchè non mi dica che è letteratura un libro dove ci sono frasi del tipo:
"Scoprivo che l'amore poteva essere un bastone a cui appoggiarsi, ma rimaneva anzitutto una spada per conquistare una nuova consapevolezza delle proprie potenzialità."
oppure
"Billie intercetta l'energia dell'amore. Si nutre di quel genere di vibrazioni. "
Billie è un cane ma almeno non scrive.



Io faccio il libraio, vendo libri, per me dovrebbe essere indifferente che libri vendo, dovrebbe importarmi solo venderne tanti: quindi dovrei essere contento del libro di Gramellini che vende decine di migliaia di copie in una settimana. Eppure non ci riesco. 
Non ci riesco per l'operazione mediatica messa in piedi per il lancio del libro, di cui riferisce bene Bartezzaghi QUI e Spina QUI.
Non ci riesco perchè non è vero che è importante leggere, non importa cosa. La lettura è un esercizio semplice se è fatta in modo passivo, televisivo: funzionano bene i libri semplici, le frasi corte, le emozioni spiegate e suscitate. Ma non tutti i libri sono così, per fortuna: ma se i lettori si abituano a stili e contenuti omogeneizzati, quando dovranno masticare come faranno?

Un invito agli studenti di quella professoressa: venite a leggere il primo racconto della raccolta "Baci Scagliati Altrove" di Sandro Veronesi, Profezia. Giusto per rimanere nel dolore ma per cambiare completamente registro, cifra stilistica. Non serve che compriate il libro; sono poche pagine, passate in libreria e lo leggete. Dopo avrete qualcosa da dire alla vostra prof.

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