Eddy il santo di Jakob Arjouni

Un altro autore tedesco e un libro piacevole e leggero.
Mi è stato consigliato da un cliente, mi ha semplicemente detto che era ambientato a Berlino e per me tanto bastava per leggerlo. Ho una passione per quella città, vorrei viverci per un po' di anni ma per ora devo accontentarmi di leggere i libri ambientati a Berlino.
- piccolo inciso: qualche grande mente dell'editoria, che magari per l'esperienza nella vendita delle saponette è stato messo a decidere di libri, ha messo fuori catalogo un libro come Goodbye to Berlin, Addio a Berlino, di Christopher Isherwood. Era edito da Garzanti che fa parte del gruppo GEMS, che dovrebbe essere il meno peggio della grande editoria italiana. Speriamo che Adelphi lo ripubblichi presto -

Il libro di Arjouni non solo è ambientato a Berlino ma gran parte delle vicende si svolgono a Kreuzberg 61, uno dei quartieri più fighi di Berlino, uno dei miei preferiti. Consiglio a chiunque visiti questa città di fare almeno un salto da quelle parti. E' meno famoso di Kreuzberg 36, quello di Kotbusser Tor, dei quartieri turchi, dei locali per gli strafatti.  Kreuzberg 61 è un quartiere di bei locali, di negozi di dischi e librerie, di negozi bio e case ben tenute, del mercato bio con annesso kinderspiele di Chemisso Platz.
Come dice l'autore per descrivere la strada dove abita:
Il momento clou della Wartenburgstrasse era una festa di strada che gli abitanti organizzavano tutti gli anni a settembre, con succo di mela fatto in casa, insalate e 'Warten-burger' di tofu, un mercatino delle pulci gestito dai bambini, un concorso di pittura per i più piccoli, la raccolta di firme per chiedere il limite di velocità a trenta chilometri all'ora nella via e una botte di vino rosso spagnolo offerta dai commercianti di vini.
Un quartiere tranquillo, abitato da una delle tribù più numerose di Berlino: giovani con buona educazione, buon stipendio, buoni gusti.
In questo quartiere abita il protagonista del romanzo, Eddy. Lui è musicista di strada (suona all'aperto, per strada, cover rock insieme ad un suo amico, custodia della chitarra aperta per terra per accogliere le offerte: non è un mestiere stupendo?) e come secondo lavoro (chi a Berlino ha un solo lavoro?) fa piccole e grandi truffe. E' un vero professionista, conosce molto bene i suoi due mestieri e, per vivere tranquillo, entrambi li esercita fuori dal suo quartiere: lì è conosciuto come una persona per bene che lavora nel campo musicale.

Arjouni ci fa subito diventare simpatico Eddy: è bravissimo nel suo mestiere; va a rubare a persone che, in fondo, se lo meritano; ha successo con le donne; sa cos'è l'amicizia. In fondo è un'ottima persona, che tutti noi vorremmo avere come vicino di casa.
Il libro è ben congegnato, dopo un capitolo di introduzione dove con un colpo da maestro Eddy si guadagna qualche mese di vita pagata, si arriva subito al momento di svolta del romanzo, un incontro che diventa la svolta nella vita di Eddy, quando il caso è in agguato e anche una persona in gamba e sempre attenta come Eddy non riesce ad evitare la tragedia.

Tutto il resto del romanzo vedrà Eddy alla ricerca di una soluzione, di una via di fuga. Il finale ce lo farà diventare ancora più simpatico.


All'interno del libro ci sono delle piccole gemme di autoironia tedesca e berlinese; eccone una che in modo leggero racconta il latente complesso di colpa e di inferiorità di molti tedeschi. 
Dieci anni prima Eddy si era messo a vendere "kit della nonna ebrea" a laureati alla business school e a studenti di management culturale, gente che si presupponeva avrebbe lavorato anche all'estero e avrebbe voluto avere qualcosa di presentabile da rispondere alle domande sulle sue origini e sulla storia tedesca.
Come è composto il kit non ve lo svelo, sarei perfido. Li vende tutti, e cari, ed erano tanti.
Tutto questo era accaduto negli anni Novanta, anno d'oro per questo genere di idee, in cui dopo la Riunificazione molti tedeschi cominciavano a desiderare di essere non più soltanto come tutti gli altri cittadini del mondo, ma anche un po' meglio, finalmente. Peccato per gli antenati che si ritrovavano. Quello che Eddy offriva era una manipolazione genetica quasi morale.
Geniale!

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