Milano pensa alle librerie ma le altre città cosa fanno?

La notizia è che la giunta di Milano ha approvato una delibera a sostegno delle librerie. Riporto la notizia da Facebook, dalla pagina del sindaco, notizia ormai del 16 Marzo, che si può trovare QUI .


Varata in Giunta la delibera di indirizzo a sostegno delle librerie e delle rivendite di libri

pubblicata da Giuliano Pisapia Sindaco X Milano il giorno venerdì 16 marzo 2012 alle ore 17.23 ·
E' stata approvata oggi dalla Giunta la delibera di indirizzo per le azioni e i provvedimenti attuabili dell’Amministrazione comunale a sostegno delle librerie e delle rivendite di libri presenti in città, dalle periferie al centro.


Da sempre le librerie e i luoghi di vendita di libri rappresentano un punto d’incontro e di scambio per le opinioni e le esperienze di molti cittadini, siano essi  studenti e non. Luoghi che l’Amministrazione vuole tutelare e sostenere soprattutto per la loro insostituibile funzione culturale, civica e civile più che per loro mera vocazione commerciale”, ha commentato l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale Franco D’Alfonso.


La delibera, nei limiti delle disponibilità del bilancio, si propone di rimuovere eventuali ostacoli all’esercizio dell’attività di libraio, a fronte di difficoltà che nascono in particolare dal livello degli affitti. Un primo passo è rappresentato dall’inserimento delle librerie tra le categorie commerciali insediabili in locali di proprietà pubblica adatti o adattabili allo svolgimento di tale attività. Particolare attenzione, infine, viene rivolta a favorire lo svolgimento di mercati e fiere all’aperto che, da tempo, caratterizzano il panorama cittadino. Per tali manifestazioni, infatti, potranno essere concesse agevolazioni e interventi sulla fiscalità e sulla contribuzione locale, in modo da favorirne lo svolgimento qualora lo scopo esclusivo sia la vendita e la diffusione di libri.


Il provvedimento favorisce la formazione, l’informazione e la cultura: è un impegno essenziale in un momento di profondo cambiamento e congiuntura economica anche per Milano: anche così si reagisce alla crisi e se ne prepara l’uscita.


Questa delibera, per quanto di limitato impatto sulla sorte delle librerie, è importante: perchè dice che fare qualcosa per aiutare le librerie si può. Pur con i vincoli di bilancio c'è qualcuno che pensa alle sorti delle librerie e individua il caro affitti come uno dei principali ostacoli alla loro sopravvivenza. E poi perchè, parole dell'assessore al commercio, viene riconosciuto come degno di sostegno e tutela il fatto che le librerie non abbiano solo una funzione commerciale e questo NON perchè vendano libri ma perchè rappresentano un punto d'incontro e di scambio per le opinioni di molti cittadini.

Con questa delibera Milano si avvicina ad altre città europee che cercano di tutelare le loro librerie (vedi l'ottimo libro di André Schiffrin "Il denaro e le parole" dove cita il caso di Parigi).
Peccato che molte altre città italiane non sentano nemmeno il bisogno di iniziare un percorso del genere. Posso parlare del caso di Venezia: la città si candida come capitale della cultura e per molti aspetti lo è, vista la concentrazione di Biennale, Pinault, Guggenheim che c'è in laguna. Ma dal punto di vista delle librerie, Venezia non è capitale di cultura, anzi; l'amministrazione comunale tratta le librerie esattamente come un qualsiasi altro esercizio commerciale, con la differenza che il peso complessivo di tutte le librerie rispetto a qualsiasi altra attività commerciale cittadina è pari allo zero.
In questa città avere una libreria che cerchi di "essere un punto d'incontro e di scambio per le opinioni e le esperienze di molti cittadini" è un lavoro che si fa per passione, perchè è l'unico modo per fare il libraio ma che si svolge nel più assordante silenzio e disinteresse da parte dell'amministrazione.

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