Omaggio alla Resistenza - I piccoli maestri di Meneghello

A pochi giorni dal 25 Aprile iniziano, come ogni anno, le polemiche legate a questa ricorrenza. Di oggi la notizia di un gruppo di studenti di destra che ha contestato , in un'assemblea in una scuola a Roma, un partigiano perchè non avevano concesso un contraddittorio, come se ci fosse una par condicio anche per la Resistenza, come se, per ogni partigiano che parla, si dovesse ascoltare anche un fascista.

A me piace ricordare il 25 Aprile con le parole di Meneghello, con il suo libro sulla sua partecipazione alla Resistenza, I piccoli maestri: con il suo solito tono racconta le sue esperienze, senza enfasi, senza retorica. Un colpo allo stomaco, il lettore viene catapultato con Meneghello sull'Altopiano di Asiago, insieme a una banda di uomini, poco più che ragazzi, senza alcuna esperienza. Quello che fanno loro, noi non avremmo saputo farlo meglio, eppure la loro maggiore preoccupazione è quella di sopravvivere, resistere ai tedeschi e ai fascisti che continuano a fare rastrellamenti. Pagine molto belle, anche se amare, quando arrivano gli Alleati a Padova, quando all'improvviso tutti sono antifascisti.

Riporto di seguito la nota di Meneghello alla versione inglese del libro che per titolo ha Outlaws: non aveva senso tradurre letteralmente il titolo originale, riprende invece la risposta che Meneghello dà all'ufficiale dell'Ottava Armata che gli domanda chi fosse: "Just a fucking bandit".

I shoul like to say to the English reader that I piccoli maestri (published in Italy as a novel but based on a scrupulous record of fact) was both a private 'exercise in exorcism' and a public statement about the realities of the Italian Resistance. Around the Resistenza  there has arisen a rhetorical tradition that requires, and supplies, images of conventional heroes. This I find offensive. I was there, and there were non conventional heroes. My concern was to show how much more interesting and sincere  it all was. The exorcism had to do with the moral shock - so many years ago - of coming to understand what Fascism was after one had been brought up as a Fascist; and with the feeling during the civil war that it would be unpardonable to survive it. When I eventually felt I had pardoned myself and my friends, in January 1963, I began to write.




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