Il dono di Gabriel di Hanif Kureishi

Kureishi è uno dei miei autori preferiti, uno dei suoi libri, Intimacy, mi è stato di aiuto come quando una persona ti fa vedere un mondo che tu non riuscivi a immaginare, quando vedi che un altro, con i pezzi che tu non riesci più a far combaciare, riesce a costruire qualcosa. E' stato uno di quei libri che rispondono bene alla mia personale domanda - perchè leggere? - che mi ripeto ogni volta che prendo in mano un libro.
Il dono di Gabriel non è appena uscito, è del 2001 ed è già in edizione economica però è il mio consiglio-regalo per la festa della mamma. Premesso che tutte queste ricorrenze le sopprimerei e che il miglior giorno per ricordarsi della madre è il proprio compleanno, se uno vuole fare un regalo, ecco, questo libro può essere una buona idea, a dispetto che non c'è nessuna mamma in copertina, nè nel titolo, nè all'interno consigli su come essere mamme perfette.
Il dono del titolo è duplice: è il talento di Gabriel, un adolescente che vive a Londra, ed è anche un quadro che gli viene regalato da un cantante famoso, Lester, amico del padre: in questo incontro fra Gabriel e Lester, al ragazzo viene detto: Il talento è un dono, ma va coltivato. L'immaginazione è come un fuoco, un focolare; deve essere sistemato, alimentato, sorvegliato. Una cosa infiamma un'altra. Tienilo vivo.
Questo libro è il racconto delle avventure di Gabriel nel tentativo di mantenere vivo questo fuoco, di non farselo spegnere nè dalla scuola, abbastanza facile, nè dagli amici, nè, soprattutto, ed è la cosa più difficile, dai genitori.
I genitori stanno separandosi e sembra che nessuno dei due abbia la voglia di aiutare Gabriel e lui dovrà trovare la forza per aiutare se stesso e, se capita, anche i genitori.
Senza dire altro sulla trama e sul finale, quello che mi piace di questa storia è che parla di una famiglia di carattere, che pur nelle difficoltà e sull'orlo dell'abisso hanno la capacità di  agire e reagire.
Quele libro migliore per una mamma, quando nel libro la madre di Gabriel riesce a dire al figlio: "Vai, va' figlio mio, e vivi" ? In qualche libro ho letto che i genitori sono l'arco e i figli le frecce: è bello sapere di frecce ben scoccate anche da archi non perfetti.
Di sottofondo al libro di Kureishi una Londra descritta come quello che ho sempre sospettato fosse: un'unione di tante città, dove una persona può vivere una vita intera restando nel proprio quartiere e vedere uno spostamento fino a South London come un vero e proprio viaggio.

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