Psicodramma in libreria: presentare un libro - parte seconda

Questo 2012 sembra non portare bene alle presentazioni organizzate dalla libreria insieme al laboratorio Morion. Con loro abbiamo pensato di realizzare una serie di incontri centrati su libri di saggistica di attualità.
Siamo partiti con Il mestiere più antico del mondo di Antonio Leotti, editore Fandango: libro sulla condizione dell'agricoltura in Italia, argomento attualissimo e di interesse in una città come Venezia dove i gruppi di acquisto solidali sono molto attivi, dove mercatini di produttori biologici sono supportati da consumatori attenti e dalle associazioni (peccato non dall'amministrazione comunale), dove anche le librerie danno una mano alle aziende agricole. Primo scoglio: il libro. Non ci sono copie, bisogna aspettare la ristampa. Aspetta e aspetta, finalmente arrivano i libri. L'autore è d'accordo, fissiamo la data. Un mese prima della data arriva la disdetta dell'autore, motivi di lavoro. Forse lo ripresenteremo in autunno.

Non ci facciamo scoraggiare per così poco.

Altro libro importante, altro autore impegnato: Non ho bisogno di stare tranquillo di Vittorio Giacopini edizioni Eleuthera , biografia dell'anarchico Errico Malatesta. Giacopini lavora in radio, è uno dei conduttori di Pagina3 della Rai. Grazie ad un altro scrittore venuto a Venezia (almeno lui, grazie Francesco!) riesco ad avere il contatto diretto di Giacopini e soprattutto un buon viatico (vieni a Venezia, sono bravissimi). Data concordata, ovviamente non fra quelle che il Morion mi aveva dato come disponibili ma sono bravi anche loro nei salti mortali. Contatti anche con il mondo anarchico di Venezia, con gustoso scambio di reciproca diffidenza (da una parte - Dove lo fate? Dagli autonomi? e dall'altra - Anarchici? Vuoi dire blackbloc? - Tranquillo, hanno una certa età - Ok allora sono gli anarchici veri). Due settimane prima della presentazione, tutto annullato. Sempre motivi di lavoro.

Già cominciamo a mostrare i primi segni di cedimento, un po' di sfiducia e scoramento ci accompagna.

Era da un anno che domandavo di farlo venire a Venezia: Stefano Liberti, giornalista del Manifesto, autore di due libri di inchiesta e denuncia, A sud di Lampedusa e Land Grabbing editi da Minimum Fax, coautore insieme a Segre del documentario appena uscito Mare chiuso, uno che è più all'estero che in Italia per lavoro, che ha fatto ben pochi incontri sui suoi libri. Finalmente l'ufficio stampa dell'editore mi dice che vuole venire, che gli piace l'idea dell'incontro al Laboratorio Morion. Evviva, dico io. La settimana scorsa mi chiamano per dirmi che c'è qualche problema, ci risentiamo oggi. Ed eccoci ad oggi, l'autore è dispiaciuto ma non può proprio. Forse in quel periodo non è nemmeno in Italia.

Sipario. Nessun applauso, solo silenzio.

Dispiace ma non ti puoi incazzare. Cosa gli dici, che hanno preso un impegno ed è un imperativo morale rispettarlo? Non puoi perchè sai benissimo che non vengono a promuovere il libro (cerchiamo di non fare marchette), non ricevono alcun compenso, con le copie che si vendono alle presentazioni la libreria non copre le spese e l'autore si beve uno o due caffè. Anzi sai bene che, come per me libraio, anche per loro autori le presentazioni sono una specie di volontariato culturale, un'attività non retribuita che a lungo termine, per vie traverse, con tanta pazienza, forse, porterà ad un qualche ritorno economico.

Che fare? Aspettare l'autunno e che il dio dei librai ce la mandi buona.



INSTAGRAM FEED

@lepancherosse.dellamarcopolo