Seminario sui luoghi comuni di Francesco Pacifico

Questo è un piccolo libro prezioso, rivolto a chi vuole imparare a scrivere e a chi vuole leggere con maggiore consapevolezza. Si possono trovare diversi manuali di scrittura creativa o libri che parlino di come scrivere, di regole di scrittura ma Pacifico invece dichiara subito la sua intenzione: è un libro centrato "sulle cose espresse bene invece che sulle regole dell'espressione". Non ti dice come costruire un racconto efficace, come rendere un personaggio tondo, come iniziare una storia; ti indica solo degli esempi che non sono nemmeno fra gli esempi più noti della letteratura e, pur prendendo in considerazione autori 'classici', non presenta le loro pagine più famose o meglio riuscite. La selezione è del tutto personale ma motivata.
In ogni capitolo Pacifico considera un autore, ne sceglie un brano,  spiega cosa gli è piaciuto di quel brano, indica quali soluzioni l'autore ha usato e perchè queste soluzioni sono 'vincenti', poi riporta per intero quel brano: non prende in considerazione tutta l'opera dell'autore, non è necessario conoscere la vita e le opere di quell'autore e le relazioni critiche con il suo tempo, non fa altro riferimento che al brano riportato. Quello che a me è successo, per tutti i capitoli, è: leggo la spiegazione di Pacifico, leggo il brano dell'autore e dopo torno a rileggere la spiegazione che diventa molto più significativa e di nuovo il brano dell'autore, non più come semplice lettura ma con intenzione di smontaggio chirurgico per vedere il contenuto interno, il come funziona.
La forza di questo libro è nella scelta dei brani: messo all'interno di un libro, il lettore non si sarebbe nemmeno accorto di quella pagina, non si sarebbe fermato a pensare al lavoro dell'autore per arrivare a quel risultato. Non sono brani di momenti topici che per forza sono rimasti in mente e hanno colpito il lettore, possono essere anche poche righe ma che smontate e rimontate da Pacifico assumono l'importanza dell'essere così e non altrimenti.
Pacifico insegna, anzi indica, parecchie cose in questo libro: per ogni brano dei 37 esaminati in questo libro le sue parole interpretano e illuminano e, soprattutto, danno un esempio: ricopiare. Il libro nasce dall'abitudine dell'autore di ricopiare le pagine dei romanzi che ama: "La cosa non ti trasforma in
(un vero scrittore), ma lascia qualcosa. [...] Qualcosa viene trattenuto, e continuando a rubare dai classici ricopiando belle pagine magari la tua scrittura migliora."
Seguendo il suo esempio e facendolo mio, ecco una passo scritto da Pacifico nel rapporto interno-esterno (del libro) che mi ha fatto riflettere. Questo passo è parte della sua spiegazione ad un brano tratto da Colazione da Tiffany di Capote.
"L'aneddoto riferito da un personaggio non ha mai un valore assoluto che come autori possiamo spendere per colpire il lettore. L'aneddoto più interessante ha comunque senso in quanto produce reazioni in uno degli omini chiusi nel libro. Solo in seconda battuta ce ne possiamo interessare noi lettori. Purtroppo le nostre prime stesure sono piene di aneddoti che vorremmo imbattibili e interessantissimi. Il problema è che non puoi sapere se l'invisibile figuro che legge il tuo romanzo rimarrà colpito-impressionato-avvinto dalle storie che metti in bocca al personaggio che ti sta a cuore."



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