Una libreria vera

Giovedì sera, nel mio girovagare, sono arrivato alla libreria Don Chisciotte: per chi abita a Venezia e Mestre e abbia un minimo interesse per i libri non c'è bisogno che spieghi cosa è e dove è.
Era tardi, le otto e mezza ma era piena: c'era Massimo Carlotto che presentava il suo ultimo libro, Respiro corto e parlava di mafie, di economia, di città mediterrane ed europee. Ma quello che mi ha colpito è stata la libreria, oltre alla gente che riempiva, in piedi e seduta, ogni spazio che non fosse già occupato dai libri.
La sensazione che ho avuto è della libreria come dovrebbe essere, essenziale eppure completa: è sempre una libreria indipendente e, per dimensione, piccola, non può certo competere con le grandi superfici di catena per il numero di libri esposti. Eppure, con un rapido sguardo agli scaffali si poteva vedere la completezza dell'assortimento, la profondità e la accuratezza della scelta dei titoli e l'attenzione a quello che è il libro, l'oggetto fatto di carta con caratteri stampati sopra: nessuno spazio per tutto quel ciarpame che da anni ormai nelle librerie ruba spazio ai libri.
Nella mia prossima vita, se vorrò ancora fare il libraio, voglio farlo alla Don Chisciotte.

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