Il prezzo dei libri e il sostegno ai librai

Il 10 giugno sul Domenicale del Sole24Ore c'era una lettera di Stefano Salis su prezzo dei libri e librerie.
Salis è "convinto che ciò che si vende in una libreria non siano (solo) i libri. Sia invece l'emozione, l'esperienza e la condivisione dell'atto della lettura, come piacere e come crescita. Entriamo in una libreria perchè ci stiamo bene, siamo ben accolti, ci fidiamo". E conclude la lettera con un appello: "anche per i lettori è ora  di schierarsi, di stare dalla loro. E stare dalla parte dei librai vuol dire garantirsi un futuro di pluralismo, di letture, autori ed editori diversi."
L'aspetto che più condivido con la lettera di Salis (QUI la copia della lettera della lettrice e la risposta di Salis) è proprio l'appello: è nelle mani (e nelle tasche) dei lettori la sopravvivenza delle librerie, a seconda di dove decideranno di spendere potranno far sopravvivere o far chiudere le librerie. Anche qui siamo di fronte a un consumo critico, anche in questo caso quando si spendono i soldi bisogna prima pensare a chi arriveranno questi soldi e a cosa serviranno. Nè più nè meno quando si acquista del cibo e si decide, in modo consapevole o meno, di favorire l'industria agro-alimentare e la grande distribuzione oppure il contadino.

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