Bookbar a Venezia: sarà vero?

Oggi il Gazzettino pubblica un'intervista all'assessore Rey, assessore al Commercio di Venezia. Il titolo è esplicito: "Il Comune aiuterà chi apre una libreria con sala da tè".
QUI cè la scansione dell'articolo.

"Stiamo pensando di agevolare la possibilità per queste attività [librerie indipendenti] di realizzare all'interno del locale una caffetteria o una sala da tè potendo usufruire di tutta una serie di deroghe rispetto alle norme da rispettare per attività di somministrazione di alimenti e bevande. L'esperienza sta funzionando molto bene all'estero e anche in altre città e pertanto non vedo perchè non dovrebbe funzionare a Venezia. Questo, ovviamente, purchè si possano reperire spazi adeguati. Di certo non sarebbe possibile farlo in pochi metri quadrati."

Queste sono le parole dell'assessore, riportate dal Gazzettino.

A fianco dell'intervista, un articolo sulla libreria Marco Polo, con il titolo "L'esperimento che funziona", dove si riassumono tutte le nostre iniziative, dagli incontri ai corsi alle verdure al the.

Ho alcune considerazioni da fare su questi due articoli.
Prima di tutto, libreria Marco Polo non è un esperimento che funziona. Se la libreria sta ancora a galla, non è di certo per il the, che peraltro offriamo. Certo, ci piacerebbe poterlo offrire ai clienti senza dover rischiare ogni volta una multa. Non potremmo farlo. Così come non potremmo fare molte delle nostre attività, se dovessimo seguire tutti i regolamenti sulle varie materie.

Veniamo poi alla proposta dell'assessore, che il giornalista non ha capito dicendo che la Marco Polo è un esperimento funzionante: si vuole agevolare la creazione di un'attività economica di somministrazione di bevande e alimenti parallela alla vendita di libri. Questo può essere un bene per le librerie esistenti e può essere un valido aiuto per chi vuole aprire una libreria. Deve essere però calibrato molto bene: il rischio, concreto per una città come Venezia, è che favorisca la nascita di bar con qualche libro, giusto per giustificare la concessione delle agevolazioni. E, infatti, l'assessore cita come esempio la Serra dei Giardini: "Come contropartita di uno spazio destinato non solo alla conservazione e alla vendita delle piante ma anche di molte attività sociali, alla cooperativa che la gestisce il Comune ha concesso la possibilità di realizzare un bar".

All'assessore domanderò, come ho già domandato anni fa:
- semplificazioni e agevolazioni per tutte le attività collaterali ad una libreria, dalla concessione del plateatico all'esenzione delle imposte per le locandine relative a presentazioni di libri
- possibilità di offrire bevande (the e caffè) alla clientela, senza limite di metratura
- agevolazioni per la creazione di bookbar che mantengano l'anima della libreria e non si trasformino in bar




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