La scuola dei disoccupati di Joachim Zelter

Questo libro è fantascienza. E' una distopia, parla di un mondo futuro e pessimo. Non preoccupatevi, non parla di oggi. Non parla della nostra situazione. Lo si può leggere tranquilli, nulla che viene descritto può capitare a noi o ai nostri familiari, amici, conoscenti...

Siamo in Germania, anno 2016. Il numero dei disoccupati non è dato sapere. Si sa che sono tanti. E si sa che non ci sono posti di lavoro, non ce ne sono più.

"Durante l'intero corso dell'umanità, il lavoro è sempre stato dato a priori. Ha accompagnato, assediato, braccato gli uomini per millenni. Negli ultimi anni tutto è cambiato. Non è più il lavoro a inseguire gli uomini. Noi inseguiamo lui. Lo ricerchiamo. Con ogni mezzo. Così come si cerca una preziosa materia prima. Come i cacciatori cercano la preda. Il vero lavoro di oggi non è più il lavoro in sé, ma cercare lavoro"

Non c'è il lavoro ma c'è SPHERICON, la scuola dei disoccupati. Qui vengono condotti i disoccupati. Selezionati dall'Agenzia federale. Per imparare. Per cambiare. Per diventare migliori.


SPHERICON insegna a creare un nuovo curriculum. Non si tratta di riscrivere il curriculum, è la vita di candidati che è riscritta, non ci devono essere punti scuri, deve esserci narrazione, il candidato deve essere brillante, inventare è la regola. "Il fulcro è la coerenza interna, nient'altro che la coerenza interna, soprattutto in questa candidatura. Che è slegata da ogni realtà esterna."

In questa storia, all'interno di SPHERICON, è stato finalmente detto che non è la disoccupazione il problema, il problema sono i disoccupati: se sono in questo stato la colpa è loro, loro devono cambiare.

Solo una allieva si sottrae alla "rieducazione", non si ribella, semplicemente non vuole. 

Il corso per ogni gruppo di disoccupati dura tre mesi, il libro finisce quando sapremo il destino di questo gruppo di disoccupati. Buona lettura.

Il libro di Zelter ha almeno due aspetti per cui vale la pena leggerlo: il primo è aver usato questo argomento, e solo questo, per creare la sua distopia. Non esiste altro mondo che quello della scuola. C'è qualche pagina che descrive all'inizio l'arrivo del gruppo di allievi, ci sono le pagine finali che ci fanno intravedere quello che succederà loro, tutto il resto è all'interno della scuola, non sappiamo nulla del mondo esterno, solo che il lavoro non c'è e che l'Agenzia federale si sta impegnando per ridurre il numero di disoccupati. Ma come? Dimenticavo, dal mondo esterno arrivano notizie, come litanie, di prossimi, futuri miglioramenti: ricorda qualche cosa?

Il secondo aspetto è la scrittura di Zelter. sin dalla prima riga siamo anche noi dentro questa scuola, dentro questo universo distopico grazie alle frasi cortissime che utilizza, per tutto il corso del libro. Non ci sono frasi lunghe, quasi nessuna subordinata. Un ritmo martellante come quello trasmesso dagli altoparlanti della scuola. Non ci si può fermare a pensare. Bisogna fare. "Tempo libero: a rigore SPHERICON non prevede tempo libero, solo tempo: tempo per fare, tempo per produrre, tempo per migliorarsi, tempo per ricominciare...Work is Freedom"

E' inquietante che questo romanzo sia stato scritto in Germania (Work is Freedom mi ricorda tanto Arbeit Macht  Frei) e soprattutto non in questi giorni, che la crisi è sotto gli occhi di tutti, ma nel 2006 quando ancora molti potevano pensare che nulla avrebbe disturbato il loro quieto vivere.

Questo libro era stato pubblicato nel 2009 da ISBN e adesso è stato ripubblicato dalla stessa casa editrice nella nuova collana VINILI. Una collana economica con una bellissima grafica di copertina.

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