Librerie di qualità in salsa italiana

Da qualche tempo sento parlare di librerie di qualità e un dubbio mi assale: la mia libreria è o no una libreria di qualità?

Ne ho sentito parlare a Fahrenheit dove hanno chiesto ai lettori  quali sono le librerie di qualità e quali sono i criteri che usano per definirle tali.QUI la mappa delle librerie italiane dai dati dei lettori.

Poi ho trovato la definizione di libreria di qualità nella proposta di legge del forum del libro: (art 11)

1. La libreria è lo spazio privilegiato dell’incontro tra chi scrive e pubblica i libri e chi questi libri li legge e li acquista: è dunque il luogo fondamentale per la vita del mercato del libro.

2. La qualifica di "Libreria di qualità" è riconosciuta, da un organismo rappresentativo degli attori della filiera del libro, alle librerie che sviluppano iniziative di promozione culturale sul territorio in cooperazione con enti, scuole, e associazioni culturali. Ai fini dell'ottenimento di tale qualifica viene data particolare rilevanza alla partecipazione di corsi di formazione e/o master di gestione della libreria.
3. I criteri per il riconoscimento sono indicati dall'organismo suddetto e dovranno tenere in massima considerazione un'offerta ampiamente diversificata di titoli e di marchi editoriali, garantendo la reperibilità di tutti i libri in commercio.
La qualifica di "Libreria di qualità" dovrà favorire vantaggi sia di natura economica che fiscale (assunzioni con regimi agevolati, sostegno alla formazione, detrazione fiscale sugli investimenti etc...).

Il presidente ALI Associazione Librai Italiani (Galla) spiega questa linea in un'intervista :
Galla (che precisa che al momento si tratta solo di "ipotesi") ci spiega che "ridefinendo il concetto stesso di libreria abbiamo introdotto questa nuova qualifica, che si ispira alla legislazione francese. E abbiamo appositamente evitato di usare l'abusato aggettivo 'indipendente', perché anche una libreria 'di catena' può essere 'di qualità'. La qualità, infatti, è data dall'assortimento. Sugli scaffali e in vetrina, in pratica, non ci dev'essere spazio solo per gli ultimi bestseller. E poi è importante che la libreria di turno proponga al territorio iniziative di promozione della lettura. L'ipotesi è che le 'librerie di qualità' vengano, tra l'altro, sostenute a livello statale con agevolazioni fiscali legate all'innovazione. E anche sul fronte delle locazioni sarebbe importante ricevere un sostegno...".

Di pochi giorni fa la proposta di legge di un gruppo di parlamentari, primo firmatario Andrea Martella. (QUI il testo)

Anche in questa proposta si parla di libreria di qualità (e anche di "piccola libreria", ne parlerò dopo) con una definizione leggermente diversa ma sempre sufficiente per accedere alle agevolazioni economiche previste dalla proposta di legge:
La qualifica di “libreria di qualità” è riconosciuta, da un organismo rappresentativo degli attori della filiera del libro, alle librerie che sviluppano iniziative di promozione culturale sul territorio in cooperazione con enti, scuole, e associazioni culturali.

Quando si dice che è stata introdotta una nuova qualifica ispirata alla legislazione francese, si dice una parte della verità, non tutta.

La legislazione francese ha introdotto (in due momenti diversi, 2009 e 2011) un marchio di qualità per le librerie che si distingue in due marchi: LIR e LR. Il primo è Librairie Independante de reference, il secondo è Librairie de reference. (tutte le informazioni si trovano QUI, in francese)

La differenza è consistente: è vero che ci possono essere librerie di qualità non indipendenti ma i francesi gli aiuti economici li danno SOLO alle librerie indipendenti di qualità. In Francia funziona così: una libreria indipendente può aspirare ad ottenere il marchio di qualità e con questo può domandare l'esenzione ad una tassa locale (CET Contribution economique territoriale) che, in alcuni casi, può rappresentare anche un terzo del risultato netto di una libreria.(vedi QUI ) .
E le librerie non indipendenti, possono diventare librairie de reference in Francia? Non tutte. Solo quelle che soddisfano a queste due condizioni:
- non sono dei franchising
- i responsabili della libreria, se non sono direttamente o indirettamente azionisti di maggioranza dell'impresa, devono disporre di una piena e intera libertà di decisione riguardo la costituzione e la gestione corrente del loro assortimento, cosa che esclude qualsiasi centralizzazione o pilotaggio degli acquisti.

Quindi una Feltrinelli qualsiasi atterrata sugli Champs Elysees non potrebbe aspirare a questo marchio. Perchè in Italia dovrebbe essere diverso?

Penso che questo approccio sia, nella sua semplicità, profondamento giusto: l'aiuto economico viene dato solo a chi ne ha veremante bisogno. Le librerie indipendenti meritano una tutela economica maggiore perchè la loro indipendenza le rende più deboli economicamente. Le librerie indipendenti che vogliono avere questa tutela debbono però soddisfare requisiti di qualità. Le librerie non indipendenti sono tali perchè sono collegate, in modo diretto e vincolante, a realtà economiche diverse dalle librerie stesse e quindi hanno altre potenzialità economiche per restare sul mercato e pertanto non sono destinatarie di politiche di aiuto da parte dello Stato.


Altro aspetto interessante: i criteri che fanno una libreria di qualità. Nella proposta del forum del libro si parla di:
1 - iniziative di promozione culturale sul territorio in cooperazione con enti, scuole, e associazioni culturali
2 - partecipazione di corsi di formazione e/o master di gestione della libreria
3 - riconoscimento ad opera di un non meglio specificato " organismo rappresentativo degli attori della filiera del libro"
La proposta di legge di Martella non prevede il punto 2 mentre mantiene il punto 1 e 3.

Cosa fanno in Francia?
All'interno della legge sono scritte tutte le caratteristiche che una libreria DEVE soddisfare per aspirare alla qualifica di librairie de reference e anche chi sono i componenti della commissione che valuta queste richieste (non è rimandato ad un regolamento attuativo).

Nel decreto francese  2011-993 del 23 agosto 2011 c'è scritto tutto.
QUI le caratteristiche e QUI la commissione.
Giusto per dare l'idea del diverso approccio, ecco la tabella delle caratteristiche per librerie indipendenti o no per diventare librairie de reference:

Label LiR
Librairie indépendante de référence
Librairie de référence
L’établissement doit :
1- réaliser au moins 50% de son chiffre d’affaires avec la vente de livres neufs au détail (a) 1- Le seuil est identique pour les librairies spécialisées, il est de 70% pour les librairies générales.
2- commercialiser son assortiment détenu en stock dans un local librement accessible au public. 2- Idem
3 - détenir en stock et proposer à la vente une offre diversifiée de titres (b), soit au minimum :

- 6 000 titres pour les librairies générales dont le chiffre d’affaires de vente de livres au détail est au plus égal à 600 000 €, 10 000 titres au delà de ce seuil ;

- 6 000 titres pour les librairies spécialisées (c) en Bande dessinée ou Jeunesse ;

- 3 000 titres pour les autres librairies spécialisées dans un des neuf autres domaines prévus (d).
3- Idem
4- affecter au moins 12,5 % du chiffre d’affaires annuel réalisé avec la vente de livres aux frais des personnels (e) affectés à cette activité. 4 - Le seuil est de 10% pour les librairies dont le chiffre d’affaires réalisé avec la vente de livre est inférieur à  600 000 €
  - de 12,5 % au-delà de 600 000 €.
5- proposer toute l’année une animation culturelle dont la régularité et la qualité sont jugées suffisantes par la commission compétente au regard notamment de la diversité des actions et de l’importance des publics touchés. 5- Idem

Quindi vincoli sul fatturato, vincoli sul numero di titoli in assortimento, vincoli sulla percentuale del fatturato che viene destinato al personale. Vincoli chiari e verificabili.
Per quanto riguarda la promozione culturale, in Francia è data importanza alla regolarità e alla qualità dell'offerta culturale con tre aspetti che nella proposta italiana mancano: promozione culturale durante tutto l'anno ( quindi non la partecipazione al singolo festival culturale), diversità delle azioni e importanza dei pubblici a cui queste manifestazioni sono dirette. Da questa come da altre esperienze nel campo culturale, noto che all'estero si guarda molto all'aspetto dell'efficacia delle azioni mentre in Italia questo aspetto è tralasciato a favore di aspetti moto più facilmente valutabili.

In Francia anche la composizione della commissione è stabilta per legge: due rappresentanti del ministero della cultura, tre rappresentanti delle comunità locali, dodici rappresentanti del mestiere del libro (tre librai, tre editori, tre distributori, tre scrittori) e altri due rappresentanti del mondo del libro.
Altra precisazione sulla legislazione francese: ci sono aiuti alle librerie anche oltre il marchio di librairie de reference, quel marchio serve  economicamente parlando, per l'esenzione di un'imposta locale di un certo peso. Ma gli aiuti diretti NON sono condizionati da questo marchio.
- prestito economico per la creazione, lo sviluppo o la ripresa della libreria: solo per librerie indipendenti
- sovvenzione per la creazione di cataloghi tematici da parte di librerie: solo per librerie indipendenti

Finisco questo esame del marchio di qualità francese con qualche numero: nella tabella che segue per ogni anno dal 2009 al 2012 il numero di librerie che hanno ricevuto il marchio LIR librairie independante de reference. Come si vede si ha un aumento dal primo anno di entrata in vigore (2009) e nel 2012 si ha un calo: il marchio dura tre anni e quindi nel 2010 e 2011 ci sono state solo delle aggiunte mentre nel 2012 alcune librerie o non hanno più richiesto il marchio (chiusure) o non hanno soddisfatto i criteri.

anno
LIR LR
2009
410
-
2010
468
-
2011
514
24
2012
480
36

Ad oggi le librerie indipendenti in Francia sono circa 2500 (dati della stampa QUI).

Posso essere d'accordo di creare, anche in Italia, un marchio di librerie di qualità e a quello legare tutte le agevolazioni e gli aiuti per le librerie. Propongo però che si segua per intero il modello francese:
- differenziare fra librerie indipendenti e non
- destinare gli aiuti e le agevolazioni SOLO alle librerie indipendenti di qualità
- definire criteri quantitativi chiari per decidere quali sono le librerie di qualità
- definire la commissione che deve decidere sulle librerie di qualità

Ritorno alla proposta di legge di Martella ed altri, dove si fa riferimento ad un altro concetto, la "piccola libreria":
Ai fini della presente legge, per “piccola libreria” si intende una impresa commerciale specializzata nella vendita di libri ed eventualmente anche di prodotti multimediali connessi a produzioni editoriali, con un fatturato annuo non superiore a 1 milione di euro, di cui almeno il 50 per cento derivante dalla vendita di prodotti editoriali immessi nel mercato da almeno sei mesi, escluse le pubblicazioni periodiche.

Il limite a 1 milione di euro di fatturato, per una libreria che può avere un fatturato di 3000 eur al metro quadro di superficie, porta a una dimensione massima di oltre 300 metri quadri, dimensione per niente piccola.
Rileggendo questa proposta di legge, sembra che si voglia agevolare tutte le librerie: quelle piccole e di medie dimensione con la definizione "piccola libreria"  e quelle grandi, per la maggior parte di catena, purchè facciano un po' di promozione: un tipico caso italiano di mancata distinzione.

Se dobbiamo mettere un limite che distingue le librerie piccole dovrebbe essere un limite ben più basso, che comporti un qualche impedimento a diventare di qualità (per esempio, una superficie così piccola che l'assortimento richiesto non sia possibile), direi un fatturato massimo di 150-200 mila euro.

C'è poi un aspetto che nessuna delle due proposte di legge (Forum del libro e Martella et.al.) affronta: da nessuna parte si parla di libri nuovi o usati. Nella legge francese è chiaramente scritto che l'assortimento richiesto e il fatturato richiesto deve essere fatto con libri nuovi, escludendo tutte le librerie che vendono, del tutto o in parte, libri usati. In Italia cosa si vuole fare?


Alla fine, non so ancora se la mia libreria è di qualità in Italia. Se fosse in Francia di sicuro non sarebbe una librairie independante de reference  (il mio assortimento non raggiunge i 6000 titoli di libri nuovi) ma, forse, come libraio sarei più contento.

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