La pazienza dei bufali sotto la pioggia di David Thomas

Una serie di piccole e micro storie, una commedia umana, una galleria di ritratti dove non c'è il nostro, ma tutti somigliano a noi.

Sulla quarta di copertina c'è scritto che queste brevi storie possono essere storie da viaggio in autobus. E' vero ma mi piace pensare che molte di queste storie siano nate nei viaggi in mezzi pubblici, ispirate dalla visione fuggevole di qualche persona:  io mi immagino Thomas che la mattina prende il metro a Parigi e guardandosi intorno gli occhi cadono su una persona, un qualcosa lo attira, un gesto, la posizione della testa, un tic, il modo di tenere la borsa: da questo lo spunto della storia. Tutte storie che sono in prima persona,  autoritratti quindi, brevi ironici anche caustici ma profondi; in ognuno l'autore sviluppa un singolo aspetto del carattere, un singolo episodio e lo usa come prisma per farci vedere questa persona: poi sentiamo di conoscerla, di avere qualcosa di lui o di lei che risuona anche in noi, una paura, una ossessione, una mania, una debolezza, in una parola: un tratto umano. Perché alla fine siamo noi ad essere raffigurati in questa specie di commedia umana degli anni 2000.

Ho incontrato questo libro durante lo spettacolo Il libraio suona sempre due volte, il libraio Davide della libreria Therese aveva letto "I suoi ex", uno dei pezzi più divertenti.

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