La fisica della malinconia di Georgi Gospodinov

Uno si trova di fronte un titolo così e subito si smonta: malinconia? sarà un libro triste. Poi di fisica non ho mai capito molto neanche a scuola, figuriamoci adesso con un libro.
Allora, ascoltatemi: lasciate perdere il titolo, iniziate subito a leggerlo.


Prima trovate un bambino che ha una dote speciale, riesce ad entrare nei ricordi degli altri. La sua dote si chiama empatia e nei ricordi degli altri si muove come da piccoli esploravamo, da soli, le stanze di case sconosciute.
Mio nonno in me non riesce a decidere. Ecco da dove viene questa perenne indecisione che mi tormenterà in seguito. Mi vedo come me ne sto là, magrolino, spilungone, con un ginocchio sbucciato, col berretto che sta per essere bucato dal mago, curioso e tentato dal mondo che mi si porge tutt'intorno. Mi allontano ancora un po', mi vedo dall'alto a volo d'uccello, tutti intorno a me vanno e vengono, io sto fermo, e nonno sta fermo, tutti e due in un solo corpo.
Poi questo bambino trova il minotauro e noi con lui. Noi non siamo più bambini, sappiamo chi è il Minotauro, lo abbiamo studiato a scuola. Dimentichiamolo, non è quello, il bambino e lo scrittore ci dicono e ci ripetono che il Minotauro non è altro che un bambino abbandonato, lasciato solo.e lasciato al buio. Gospodinov crea una nuova figura mitica, un archetipo del diverso e del messo al bando, oltre ad essere l'alter ego del narratore.
Poi il bambino cresce e non riesce più ad entrare nei ricordi degli altri e allora inizia a raccogliere i ricordi, suoi e degli altri, li compra anche, paga per avere storie da poter scrivere per ricordare.
So che il passato non reca frutti, come una giumenta sterile. Per questo mi è ancora più caro.
Come i razzi spediti nel cosmo con le istruzioni per presentare il genere umano, così queste raccolte di ricordi ci servono per dirci chi siamo.

Empatia, minotauro e ricordi, questi sono i temi; Bulgaria è la scena, dal 1968, anno di nascita anche dell'autore, ad oggi; la narrazione è fatta a breve scene, a riflessioni, a elenchi e collezioni di ricordi e di storie, ognuna con il suo bravo nome di capitolo. Lo spiazzamento dato dal'uso dei pronomi, dalla doppia persona, la prima e la terza, quando Gospodinov racconta le scorribande del bambino nei ricordi altrui, l'io del bambino e l'egli del proprietario dei ricordi. E questo doppio uso continua anche dopo:
Scappo nel rifugio antiaereo delle terza persona, invio un altro nei campi minati del passato. Lo stesso che una volta era alla prima persona, era io, e ho paura di chiedere se è ancora vivo. Sono vivi coloro che noi siamo stati?

Un libro che ha tanti meriti, ve li lascio scoprire ma uno ve lo racconto: è un libro che racconta l'uomo non al centro del mondo, è un libro contro l'antropocentrismo. L'empatia del bambino è la strada per un mondo diverso, dove tutti trovino dignità, dove non ci siano più minotauri.



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