Si sente? di Paolo Nori

Leggere l'inizio di un libro di Nori è come ritrovare un amico che non vedevi da tempo e ti accorgi subito che ti mancava, il suo modo di parlare, i suoi tic, il suo sorriso, lo riconosci subito e anche se è passato tanto tempo ti senti subito in sintonia.
Che finire, quando hai cominciato, finisci per forza, cominciare, invece, delle volte stai lì un sacco a pensarci, comincio o non comincio, comincio o non comincio.
Eccomi, immerso nella lettura di questi tre discorsi tenuti da Nori in anni diversi ma sempre nell'ambito della manifestazione Un treno per Auschwitz organizzata dalla Fondazione Fossoli. Eccomi ad ammirare e a restare sempre stupito della sua capacità di partire da cose che sembra non c'entrino e poi arrivare, in poche righe, al cuore del problema.
Lo dice anche lui:
e una di loro, alla fine, a Cracovia, nel 2010, non subito, il giorno dopo, mi aveva detto che all'inizio pensava che io fossi un deficiente, perchè le sembrava che leggessi delle stupidate in un posto dove stupidate era meglio non dirne, dopo alla fine, mi ha detto, ho capito anche l'inizio.
In questo piccolo libretto ho imparato molte cose, cose che non sapevo. 
Per esempio non sapevo di tutto il fermento dell'eugenetica prima della seconda guerra mondiale. Non sapevo nemmeno dei morti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960.
La cosa che apprezzo di più però è il metodo, quello del deficiente, per dirla con Nori, o dello straniamento, per dirla con Sklovksij, che Nori cita: è lo stesso metodo, avere occhi nuovi, da deficiente, o raccontare in modo che la visione sia nuova, lo straniamento. Questo è un piccolo libro ma prezioso, riesce a usare, molte volte, questo straniamento, questa visione da deficiente, e la riesce anche a spiegare.
Vi lascio con uno dei passi che mi sono segnato a futura memoria:
E a me sembra che l'unica soluzione possibile, l'unica via d'uscita, l'unica strada che si può percorrere, sia preclusa dalla nostra educazione. Perché, nonostante sia chiaro, da qualsiasi analisi storica, che il male derivato dall'obbedienza all'autorità è stato molto superiore rispetto a quello derivato dalla disobbedienza dell'autorità, ribellarsi all'autorità è esattamente il contrario di quel che ci insegnano fin da quando siam piccoli.

 

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