A con Zeta di Hakan Günday

Uno dei tanti modi per capire il mondo dove stiamo vivendo è aprire un libro. Non gli istant book che cercano di correre dietro alla cronaca ma i libri che nascono dal cuore e dalla pancia e dalla testa di alcuni scrittori che vivono il loro tempo e il loro mondo.
Hakan Gunday è uno scrittore turco, abbastanza giovane, e questo libro è uscito in Turchia nel 2011.
E' un libro per chi vuole entrare ed essere fagocitato dalle contraddizioni della Turchia.
Racconta la storia di due personaggi, che hanno praticamente lo stesso nome (Derdâ e Derda), una bambina e un bambino. La bambina andrà sposa a undici anni e da allora la sua vita sarà una continua discesa agli inferi; il bambino nasce già vicino agli inferi perchè vive pulendo le tombe di un cimitero di Istanbul.
Le storie raccontate sono crude, sono continui pugni allo stomaco. La prima parte, quella della bambina che poi diventerà adolescente e giovane donna alla fine della prima parte di romanzo, è un concentrato di tutto quello che può fare la violenza su una donna, mettendo assieme il peggio della civiltà islamica e occidentale.
La seconda parte, quella del bambino che pulisce le tombe, racconta per metafora la potenza delle idee: il cuore e la mente del ragazzo saranno conquistate dai libri di uno scrittore ormai morto e la vita del ragazzo sarà per sempre segnata.
L'ho letto come un libro di denuncia della condizione femminile, nel mondo islamico e non solo. Come un inno ad uno scrittore turco morto (Oguz Atay) ma ancora vivo nel cuore di pochi. Come una speranza che, una volta espiate le nostre colpe, anche in questa vita troveremo un po' di felicità.
Solo una raccomandazione ai lettori: l'autore pensa che le coincidenze esistano, facciano parte integrante della nostra vita e nella storia non ce ne risparmia nemmeno una....

Hakan Günday
A con Zeta
traduzione Fulvio Bertuccelli
© Marcos y Marcos 2015
pp447  €18,00
titolo originale: AZ


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