Lasciarsi di Franco La Cecla

Come può mancare questo libro nello scaffale dedicato all'ammmore?
La tesi di La Cecla, che condivido, è che c'è tanto (forse troppo) sulla nascita dell'amore: tanta letteratura, tanti studi. Tutto concentrato sui magici momenti iniziali di una relazione amorosa, molto su come mantenere e manutenere questa relazione e inceve poco o nulla su quella fase di cui spesso, consciamente o meno, ci dimentichiamo, la FINE.
Questo non è un manuale (lasciatemi fare gli sbagli da solo, please) e nemmeno un libro incentrato sui social network (il sottotitolo vuole dare solo un'indicazione di contesto): è una semplice e onesta indagine, a metà fra uno studio antropologico e una dolorosa narrazione biografica, sulla fase finale della vita amorosa, quando ci si lascia.

" purtroppo i raggruppamenti in cui disciplinare le tante storie sono solo quattro:
- ti lascio
- fai di tutto perchè ti lasci
- mi lasci?
- ci lasciamo"

Sconsiglio vivamente la lettura a chi è nel pieno di una fase del genere, la giusta distanza che usa La Cecla per trattare l'argomento potrebbe risultare urticante per chi in quell'argomento sta affogando.
Può essere molto utile e, perchè no, divertente per tutti gli altri, soprattutto per fare la tara a questo tipo di "fine", per rendersi conto che è una fase della vita come un'altra. (da leggere la lista dei motivi per la fine di una storia: Ti lascio perchè . Consiglio una lettura ad alta voce, si può passare dal pianto alla rabbia al riso...).
Fra i vari capitoli ci sono dei racconti di "vita vissuta" e questo mi ha fatto morire:

Sì, aveva pianto in taxi, molto. In taxi? Un uomo che aveva amato molto se n'era andato [...]. Aveva capito oggi che la storia si chiudeva qui, che era finita, senza possibilità di appello. E allora aveva adottato una tecnica che le aveva insegnato sua madre [...]. Quando si accorgeva che un grande amore era finito, o quando veniva lasciata, montava su un taxi. E cominciava a piangere. Al tassista che la vedeva sconvolta e le chiedeva cosa non andasse e dove volesse essere portata, lei diceva "Intanto parta, poi le dirò". E continuava a piangere, e a ogni domanda, timida o stupita o irritata del tassista, ripeteva: " Per favore, vada avanti". Continuava a piangere, inconsolabilmente l'amore perduto e irrecuperabile, le proprie illusioni, l'ennesimo fallimento sentimentale, la pena per se stessa e per la vita. Fin quando, con gli occhi pieni di lacrime, guardava il tassametro, che nel frattempo aveva raggiunto una cifra modestamente preoccupante e allora arrestava il taxi, pagava e scendeva. In questo modo la storia era dichiarata finita e lei ne aveva conteggiato il tributo il lacrime e chilometri.

Franco La Cecla
Lasciarsi
© Eleuthera
pp167 €15,00



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