RICORDARMI DI di Yves Pagès


Per 264 volte Yves vuole ricordarsi Di non dimenticare, come diceva la nonna, di essere immerso in «Un nonnulla dai contorni rosa» da cui salvare alcuni dettagli indimenticabili che intessono il tragicomico filo rosso che tiene insieme una vita, (non solo) la sua, fatta di momenti intimi e politici. Sorrido e rifletto leggendo le varie volte oneste, sentite, scritte, veloci. Ce la fa Yves a farci interessare alla sua vita? Sì, perché, come si dice, "Non siamo nati soltanto per noi".

Di quel nonnulla rosa mi è rimasto tanto azzurro, forse complice la copertina; il tempo si mescola, Yves salta da un se stesso all'altro - bambino, adulto, engagé, adolescente, editore di Verticales, padre, figlio, divertente, serio, divertito -, in continuazione, scandendo un tempo non cronologico, che tutto mescola, aggiungerei io, con un certo sollievo.

Ecco quattro di quelle volte:

Di non dimenticare che presto saranno trent'anni che vivo con la stessa donna, senza PACS sottoscritti né anelli scambiati, e che questo amore porta il nome oggi fuori moda di unione libera.

Di non dimenticare Aleksandar, un editore alternativo di Belgrado che, stufo di essere rinchiuso entro i confini di una Iugoslavia ridotta alla sua più semplice espressione serbo-serba, ha finito per concedersi un visto senza ritorno per l'Italia dove, secondo le ultime voci, è diventato pizzaiolo in riva al mare.

Di non dimenticare quell'ultima passeggiata con mia madre, tra Belleville e Stalingrad, qualche mese prima della sua morte, noi due, a braccetto in mezzo a un corteo che reclamava la regolarizzazione in massa dei  migranti del lavoro, quando io, alzando la voce tra la folla, avevo aggiunto allo slogan rituale - «Documenti per tutti!» - un inedito colpo di coda: «O tutti senza documenti!», che mi era valso dapprima una smorfia di lieve riprovazione materna, e poi, appena intorno fu ripresa quella nuova parola d'ordine, un lampo di complicità maliziosa nei suoi occhi.

Di non dimenticare che a forza di spaccare noci con una testata sul tavolo della cucina per far scoppiare a ridere i miei figli, all'indomani di una cena in cui si era bevuto generosamente mi sono trovato, oltre alla bocca molto impastata, una piccola crosta sanguinolenta tra le sopracciglia, esattamente nel posto che numerose saggezze dell'estremo Oriente consacrano al terzo occhio.





RICORDARMI DI
di Yves Pagès
traduzione di Massimiliano Manganelli e Eusebio Trabucchi
progetto grafico di Antonio Almeida
pp 139 € 11,00
titolo originale SOUVIENS-MOI
© L'Orma Editore 2015



INSTAGRAM FEED

@lepancherosse.dellamarcopolo