Tu non tacere di Fulvio Ervas

La leggerezza. La leggerezza anche nei momenti più duri e difficili della vita.

Questo mi ha regalato Fulvio Ervas con il suo ultimo libro.

Come se stessimo partecipando alla battaglia delle arance, a Ivrea ne sono maestri.
Per quanto tu possa essere agile e all'erta, la vita possiede una scorta infinita di arance e tu, prima o poi, una boccia sul naso te la prendi.

Inoltre riesce a dare un toccante racconto della vita da insegnante e del mondo della scuola italiana:

A cosa serve un insegnante? [...] non dovrebbe rimanere, per tutta la vita, un esempio? Di una persona che qualcosa sa, come minimo. Un tizio che mostra di usare quel poco che conosce; uno che con quel poco che conosce cambia lievissimamente il mondo.

Ma il tema principale è un altro.
Non voglio usare il termine "malasanità" e infatti anche nel libro viene usato forse una volta. Certo, la storia è incentrata sulle conseguenze di un errore: dopo un incidente in macchina di cui non è responsabile, un uomo arriva al pronto soccorso e ne esce completamente paralizzato. La conseguenza sono quattro anni di paralisi totale e una famiglia, moglie e tre figli, travolta e stravolta dalla situazione. Il libro inizia che questo uomo è già morto e il racconto è a due voci: quella del figlio grande che studia medicina e che vuole capire cosa è successo al padre e di riflesso alla sua famiglia, quella del suo professore di liceo che lo aiuterà in questa indagine.
Ma nel libro si parla di sanità in senso lato:  sanità come sistema, dove una persona malata entra e spera di uscirne guarita, sanità del proprio corpo che troppo spesso trascuriamo perchè non vogliamo conoscerlo.
E fra questi due significati Ervas ci conduce in questa ricerca di verità, senza facili scorciatoie e teorie preconcette, mostrandoci, con leggerezza, la complessità.


Fulvio Ervas
Tu non tacere
© Marcos y Marcos
pp347 €18,00





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