Non sapevamo giocare a niente di Emma Reyes

Queste sono ventitrè lettere che raccontano l'infanzia e la giovinezza di Emma Reyes, una memoria per corrispondenza come recita il titolo originale. Le lettere si dividono in due parti, la prima quando lei e sua sorella, Helena, sono ancora con Maria in giro per la Colombia di inizio '900. La seconda parte racconta la loro permanenza in un convento di suore.
Non voglio raccontare altro di questa storia se non che è dura, al limite della sopportazione. Può costare fatica leggere queste lettere per il dolore che dicono ma ne vale la pena: hanno una forza unica che deriva da quello che descrive e da come lo descrive. In ogni lettera, soprattutto in quelle della prima parte, c'è sempre una frase, verso la fine, che colpisce chi legge come una fucilata:
un altro giorno mi chiese se avevo un padre e una madre, io gli chiesi che voleva dire e mi disse che non lo sapeva neanche lui.
La forza di queste lettere sta nella quasi totale perdita della condizione di scrittrice adulta: non c'è una Emma Reyes che racconta la sua infanzia, c'è Emma Reyes bambina che ci sta raccontando minuziosamente quello che sta vivendo con la proprietà di linguaggio di Emma Reyes adulta.

Ci sono momenti in cui tutto mi sembra confuso e non so se nell'insieme è possibile seguire la storia. Io non lascio copia perchè scrivo di getto e ogni volta non mi ricordo più quello che ho scritto la volta prima.
Mi immagino che scriva come in trance, lasciando uscire la bambina che era.

Non piangevo, perchè le lacrime non sarebbero bastate, non urlavo percè il sentimento di ribellione era più forte della mia voce.
Questa è la storia vera di una persona che ha imparato a leggere e scrivere in età adulta. E' un capolavoro per corrispondenza, un'opera che accosta l'unicità della tragica esperienza all'unicità del ricordo mai raccontato all'unicità di una lingua prodigiosa. Leggetelo.

Emma Reyes
Non sapevamo giocare a niente
traduzione Violetta Colonnelli
© SUR
pp199 €15,00
titolo originale Memoria por corrispondencia


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