Paese senza cappello di Dany Laferrière

Di questo autore ho letto da poco Tutto si muove intorno a me, un libro sul terremoto da Haiti del 2010. Paese senza cappello è appena uscito ed è la traduzione di un libro precedente che racconta il ritorno ad Haiti di Laferrière per la prima volta, dopo vent'anni di esilio. Laferrière se ne va da Haiti a ventitrè anni, un suo collega e amico è appena stato ucciso dai tomtom macoutes, è meglio che lui se ne vada per non fare la stessa fine. Prende la strada del padre, anche lui in esilio. Se ne va in Canada, a Montreal, e lì resta. Ad Haiti ha lasciato la madre, la nonna, la zia, due grandi amici e il suo cuore.
Il ritorno dopo vent'anni è come la sua partenza: in due giorni decide e torna, nessuna pianificazione, nessuna preparazione. E il ritorno da tanto tempo pensato, sperato, sognato diventa realtà. Ed inizia il libro.
Leggetelo: per chi ama o è incuriosito da Haiti ha la possibilità di immergersi in questa realtà con il doppio occhio, di chi la conosce e di chi non la conosce più, di chi ha vissuto lì e anche altrove e sa di tornare nel suo posto, nella sua casa ma sa anche riconoscere quello che aveva abbandonato perchè così diverso e distante da dove per vent'anni ha abitato.
Leggetelo: è divertente e commovente. Nel libro c'è questa storia, per me del tutto secondaria ma molto divertente, degli zombie che sarebbero comparsi ad Haiti e della indagine sui generis che Laferrière compie. Ma il libro si sviluppa per micro racconti, autonomi, piccoli scketch che come pennellate compongono la narrazione di questo ritorno. E allora sono da gustare singolarmente, quelle che ci parlano degli odori, dei sapori ritrovati, del suo ritorno alla lingua madre, una lingua che ti accoglie senza più nesuno sforzo. La madre! Che figura, che persona/personaggio, che non pronuncia mai Montreal, dove suo figlio ha trascorso gli ultimi venti anni, ma la chiama sempre laggiù. In queste piccole narrazioni, Haiti c'è, al suo meglio, al suo estremo, ma c'è soprattutto l'umanità, la sensibilità, l'umorismo di questo scrittore primitivo.

Il corpo
Prima ancora di sentire le parole, capisco il senso. E' il corpo che comincia a parlare. Lo fa da amico o da nemico. A volte, può essere anche carico di desideri contenuti. In quel momento, si dice che è pieno di senso da scoppiare. Il corpo può sussurrare, gridare, urlare, cantare senza pronunciare nemmeno un suono. Può esprimere anche il contrario di quel che dicono le parole. Si capisce davvero un uomo solo quando si riesce a cogliere quello che vuol dire prima ancora che apra la bocca.


Dany Laferrière
Paese senza cappello
traduzione Cinzia Poli
© Nottetempo
pp265 €16,50
titolo originale Pays sans chapeau

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