Tram 83 di Fiston Mwanza Mujila

Non lasciatevi ingannare dalla copertina e dalle facce allegre sorridenti dei ballerini. Leggere questo libro non è un balletto e nemmeno una serata di divertimento. Leggere questo libro è scendere all'inferno con il sorriso.
Tram 83 è il bar, il centro, il posto-dove-tutto-accade di questa Città-Paese centroafricana, non altrimenti individuata se non dalle caratteristiche standard: città mineraria, città governata da un presidente padrone e soggetta ai suoi capricci, alcune (non si sa quante) guerre di liberazione alle spalle.
In questo bar si trova tutto e tutti ed è qui che si svolge la maggior parte dell'azione (soprattutto bere e parlare) dei due protagonisti: Lucien, scrittore storico drammaturgo, appena rientrato nella Città-Paese dall'Entroterra, unica persona che non si piega, non si sa se per coraggio o per incapacità di far altro. E Requiem, suo compagno di università e, ormai, ex-amico: con Lucien ha condiviso ideali in gioventù ma ora è "organico" al sistema della Città-Paese e del Tram 83. Requiem è un soprannome, dai tempi dell'università, dalla poesia di contestazione che aveva pronunciato e che finiva con un requiem, ma di soprannomi ne ha molti:
Requiem per un nuovo mondo alias Figlio del paese alias L'Uomo e il suo destino alias Al Pacino alias Il mito di sisifo alias Il fondatore alias Il procuratore [...].
Miniera d'oro quando concludeva un affare con gli osseti del Sud, Palla a terra per il suo sangue freddo, Nuovo Mondo o Il più impresario degli Yankee quando annaspava nel suo inglese che puzzava di bottiglie stappate a zannate vicino a una tipa capace di rifilarti lo scolo, Ideologo quando narrava con verve i suoi racconti di treni pieni di droga che deragliano e tutto il villaggio si serve a piacere e la borsa della roba crolla e i locali notturni aprono succursali grazie a questo business e gli studenti trovano di che fottersi il cervello nei loro scioperi senza uscita dal tunnel e gli scavatori si rinvigoriscono per scovare il diamante più grosso e le ragazze dalle tette mosce si comprano gli ormoni della crescita...
Ci sono altri personaggi, per esempio l'editore che vuole pubblicare un libro di Lucien, ma il terzo vero protagonista di questo romanzo è il coro: il coro di studenti, scavatori e soprattutto femmine, le ragazze anatroccolo e le ragazze madri, tutte, con unica differenza di età, alla ricerca di maschi a cui offrire piacere dietro compenso. Lo dice l'autore stesso, che romanzo africano sarebbe senza un po' di sesso. Ma qui non c'è la scena di sesso, in questo testo la continua presenza di queste donne e ragazze, la loro continua offerta di sesso ( "Sa l'ora?", "Adoro succhiarlo..." ) diventa la realtà in cui si muovono i protagonisti, insieme alle miniere e agli spiedini di cane (non è un refuso).
Un realismo tragico quello che ci descrive Mujila, con questo coro di voci che interrompe i dialoghi, interrompe le azioni, interrompe i pensieri, che continua a dare il ritmo di questa vita frenetica dove l'obiettivo di tutti è sopravvivere. Un realismo tragico affrontato con ironia amara e crudele.
Un libro da leggere perchè arriva da lontano, ci racconta un mondo a noi lontano e non solo in kilometri, ce lo racconta con uno stile che non è quello ben levigato a cui siamo abituati, uno stile che è parte stessa del racconto del Tram 83.

Tram 83
di Fiston Mwanza Mujila
traduzione di Camilla Diez

pagine 243, € 16,50
nottetempo


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