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Mio figlio mi adora di Laura Pigozzi

 Una volta vivere sotto lo stesso tetto implicava un rispetto verso il genitore ma ora la posta si è incredibilmente alzata: oggi al figlio si chiede l'omologazione.

Quando l'ho trovato non ho potuto resistere. Non sapevo cosa aspettarmi, non conoscevo l'autrice. Sentivo, sento, solo l'esigenza di confrontarmi su questi temi con punti di vista diversi, non con altri genitori nè con libri da mainstream. E il punto di vista di Pigozzi, a volte da una prospettiva volutamente alta,  altre volte anticonformista e con il coraggio di prendere posizioni nette, mi ha confortato: ho avuto la conferma di non essere un genitore modello e di non aver preso nessun figlio in ostaggio, la rude improvvisazione che uso in questo ruolo mi ha aiutato.
 
In alcuni punti mi ha affascinato, quando mette l'accento sull'uso della parola, sull'importanza del linguaggio nella famiglia, facendo per me la crasi di due esperienze contingenti, quello del libraio e del padre.
Avanzi di famiglia: la monogenitorialità
[...]
Il genitore solo, separato con figli, è definito con un autentico ossimoro: famiglia monogenitoriale. [...] per quanto l'uso di tale nome sia ormai diffuso, resta una contraddizione palese, un po' come quegli ossimori di comodo, strumentali, surrettizi, utili a far passare idee insopportabili, quali "elettroshock terapia", "etica degli affari" o "fuoco amico".


E mi sono anche un po' commosso nel capitolo che riserva alla figura paterna (buon ultimo).
Temo che per molti altri genitori quello che dice possa risultare urticante.


Laura Pigozzi
Mio figlio mi adora

Figli in ostaggio e genitori modello  
196pp,  14€
nottetempo



 

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