ABSOLUTELY NOTHING di Giorgio Vasta e Ramak Fazel


Il titolo completo è Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani. La lettura seguente fa parte dei nostri consigli di Cellulosa che ogni due mesi entrano nella rivista Officina.


In città e villaggi senza centro, da Los Angeles a Bombay Beach costruiti a immagine e somiglianza del deserto, l'intervento umano non contraddice il vuoto ma lo protrae con mezzi leggermente diversi [...]: laddove c'era il deserto si costruisce fino a quando [...] il deserto ritorna a reclamare ciò che è suo. L'antropizzazione in posti simili, è un comodato d'uso temporaneo.

Che cosa succede quando manca la colla? La notte prima di partire [...] sogno di venire derubato, [...] ma non ho idea di che cosa mi sia stato rubato, so che mi manca qualcosa, non sono in grado di dire cosa, la denuncia è impossibile.

A far succedere un viaggio indescrivibile è lo scrittore Giorgio Vasta che, nel 2013, con il fotgrafo Ramak Fazel e l'editrice e fotografa Giovanna Silva, parte per l'America, tra California, Arizona, Nevada, New Mexico, Texas e Louisiana. Continuando a parlare del viaggio Silva apre una grande mappa degli Stai Uniti [...] mentre Silva incolla il polpastrello dell'indice sulla California [...] seguo il dito [...]. Al centro della mappa c'è uno stato blu scuro, quasi nero, mi sporgo in avanti, è il Kansas, non è tra quelli che attraverseremo, ci terremo più a sud. Sopra la superficie del tavolino il Kansas sembra uno strappo, il foro in cui tutta la geografia può precipitare [...].

Succede Absolutely Nothing, storie e sparizioni nei deserti americani, storie di luoghi e di chi li ha fondati, abitati e poi abbandonati. A ricucire gli strappi è Ramak Fazel, americano di origine iraniana: ho capito di ammirare Ramak perché incarna le narrazioni che io riesco solo a immaginare.
Succede il racconto. Le persone che hanno incontrato Hanno raccontato per collegare [...]. Quello che è accaduto e quello che non è accaduto.
Succede il deserto. Ascoltandola spiegare che in questo modo lei e suo marito sono riusciti a pagare l'affitto del deserto, mi domando come si disciplina la locazione dello smisurato [...].
Succede Los Angeles. Attraversando Los Angeles [...] andare per queste strade significa riconoscere la superficie come dimensione costitutiva. Non ci sono costruzioni verticali, solo edifici bassi [...] per isolati di grandezza costante [...]. La città è questa, per metterla a fuoco non occorre osservarla dall'alto [...]: Los Angeles è la planimetria di se stessa. [...] Los Angeles non è una città dissennata. Al contrario: l'assenza di un centro assoluto sembra essere liberatorio perché consente di leggere come centro momentaneo il pezzetto di spazio specifico in cui ci s trova. [...] il centro non è più dello spazio ma delle situazioni.

Absolutely nothing è un viaggio, è architettura, è un buco blu scuro come la copertina, è filosofia, è vasto e non vuoto, è come il deserto.



Absolutely Nothing
Storie e sparizioni nei deserti americani
di Giorgio Vasta e Ramak Fazel con Giovanna Silva
design di pupilla grafik
291 pagine, 22,50 €
Quodlibet Humboldt 2016

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