ANATOMIA DI UN SOLDATO di Harry Parker


Le letture si sovrappongono e, a volte, si sente il bisogno di altra parola.

C'è una specie di gioco che faccio, sin da piccola, prima di uscire, con gli oggetti che, a "casa", mi circondano, per esempio ho sempre pensato che una piega potesse infastidire il tappeto durante la mia assenza, mi volto indietro e la liscio. Sto leggendo Anatomia di un soldato e mi rendo conto che non si tratta solo di un gioco, ma di riguardo, forse di compassione (empatia, simpatia) verso noi stessi, o quella parte di noi che gli oggetti rappresentano.

Mi presero da una scatola e mi passarono dei lacci negli occhielli. Mi tirarono fuori la lingua e un uomo ci scrisse sopra BA5799 con un pennarello indelebile nero che mi penetrò nel tessuto. [...] L'uomo era seduto sul letto singolo. Mi mise un piede dentro e mi strinse contro la caviglia con i lacci, avvolgendomeli attorno al collo tre volte prima di fare accuratamente il nodo. Lo sentivo muovere le dita dei piedi, e poi si mise il mio gemello all'altro piede. [...]
Sono un anfibio desertico.

Mi rovesciai sulla strada anch'io, torcendomi sotto lo spago arancione. [...] Lo spago perse aderenza e io caddi dal portapacchi [...], lasciandomi lì in mezzo alla polvere. [...]

L'ultimo uomo mi prese in spalla. [...] Aprì una porta di legno, mi posò per terra e se la richiuse alle spalle.
Sono un sacco di fertilizzante. Contengo NH4NO3 e sono rimasto ad aspettare in quella stanza buia finché non mi hanno aperto e usato.


Forse ci salva chi ci rende persona, forse salviamo chi rendiamo persona.


Anatomia di un soldato

Anatomy of a soldier
di Harry Parker
tradotto da Martina Testa
design di Riccardo Falcinelli
349 pagine, 17,50 €
edizion sur 2016

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