LA CARNE di Emma Glass


La carne è composta da parole che sono immagini e da due vere e proprie immagini che sono un prima e un dopo. Non c'è bisogno che la scrittura sia solo letterale perché gli schiaffoni arrivino dritti e forti. Peach è la protagonista, Peach è una ragazza del liceo, Peach viene stuprata, Peach non mangia carne e a stuprarla è un essere fatto di salcicce [lo scrivo in mantovano] con gli occhi a fessura. L'essere fatto di salcicce non la molla un secondo, Peach ne avverte la presenza sempre, Peach decide che è ora di togliersi il peso morto che l'essere fatto di salcicce le ha lasciato dentro. Non occorrono nemmeno sembianze umane, perché le sensazioni descritte e che si provano durante la lettura siano umane all'ennesima potenza.

Vischiosa appiccicosa appiccica appiccicaticcia lana lacerata bagnata, avvolta intorno alle ferite, cuce la cute squarciata mentre cammino, raschio la mano guantata contro il muro. Mattoni rossi ruvidi rompono la lana. Rompono la pelle. Pelle rossa ruvida. Testa rossa ruvida. Tiro via il guanto di pelo dalle dita con una smorfia, mentre i fili strappati si aggrappano ai graffi sulle nocche. È buio, il sangue è nero. Secco. Crepa crepita crepitante. L'odore di grasso bruciato mi intasa le narici. Avvicino le dita alla faccia e tolgo l'unto. Si attacca alla lingua, striscia in bocca, slitta sui denti, sulle guance, gocciola in gola. Vomito. Il vomito è rosa al chiaro di luna.

La carne suona.



La carne
di Emma Glass
Il Saggiatore
tradotto da Franca Cavagnoli
eur 17,00

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