Letture
Bene, Non Bene e menzogne per scrittori secondo Agota Kristof
Ci mettiamo a scrivere. Abbiamo due
ore per trattare l’argomento e due fogli di carta a disposizione.
ore per trattare l’argomento e due fogli di carta a disposizione.
Alla fine delle due ore ci scambiamo
i fogli; ciascuno corregge gli errori di ortografia dell’altro con
l’aiuto del dizionario e, in fondo alla pafina, scrive: Bene o Non
Bene. Se è Non Bene gettiamo il tema nel fuoco e cerchiamo di
trattare lo stesso argomento la lezione seguente. Se è Bene,
possiamo ricopiare il tema nel Grande Quaderno.
i fogli; ciascuno corregge gli errori di ortografia dell’altro con
l’aiuto del dizionario e, in fondo alla pafina, scrive: Bene o Non
Bene. Se è Non Bene gettiamo il tema nel fuoco e cerchiamo di
trattare lo stesso argomento la lezione seguente. Se è Bene,
possiamo ricopiare il tema nel Grande Quaderno.
Per decidere se è Bene o Non
Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero.
Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo,
ciò che facciamo.
Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero.
Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo,
ciò che facciamo.
Ad esempio, è proibito
scrivere:«Nonna somiglia a
una strega»; ma è permesso scrivere:«La gente
chiama Nonna la Strega».
scrivere:«Nonna somiglia a
una strega»; ma è permesso scrivere:«La gente
chiama Nonna la Strega».
E’
proibito scrivere: «La Piccola Città è bella,
perchè la Piccola Città può essere bella per noi
e brutta per qualcun altro.
proibito scrivere: «La Piccola Città è bella,
perchè la Piccola Città può essere bella per noi
e brutta per qualcun altro.
Allo
stesso modo, se scriviamo: «L’attendente è gentile»,
non è una verità, perchè l’attendente può
essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo
semplicemente: «L’attendente ci regala delle coperte».
stesso modo, se scriviamo: «L’attendente è gentile»,
non è una verità, perchè l’attendente può
essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo
semplicemente: «L’attendente ci regala delle coperte».
Scriveremo:
«Noi mangiamo molte noci», e non: «Amiamo le noci»,
perchè il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di
precisione e di obiettività. «Amare le noci» e
«amare nostra Madre», non può voler dire la stessa
cosa. […]
«Noi mangiamo molte noci», e non: «Amiamo le noci»,
perchè il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di
precisione e di obiettività. «Amare le noci» e
«amare nostra Madre», non può voler dire la stessa
cosa. […]
Le
parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio
evitare il loro impiego e attenersi alle descrizioni degli oggetti,
degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione
fedele dei fatti.
parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio
evitare il loro impiego e attenersi alle descrizioni degli oggetti,
degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione
fedele dei fatti.
da
Il Grande Quaderno – La trilogia della città di K. – Agota
Kristof
Il Grande Quaderno – La trilogia della città di K. – Agota
Kristof
– Vedremo,
vedremo. Non ha proprio nessuna ambizione, Claus?
vedremo. Non ha proprio nessuna ambizione, Claus?
– Ambizione?
Non lo so. Voglio soltanto avere tranquillità, per scrivere.
Non lo so. Voglio soltanto avere tranquillità, per scrivere.
– Scrivere?
E cosa? Vuole diventare scrittore?
E cosa? Vuole diventare scrittore?
– Sì.
Non è necessario studiare per diventare scrittore. E’ appena
necessario saper scrivere senza troppi errori. […]
Non è necessario studiare per diventare scrittore. E’ appena
necessario saper scrivere senza troppi errori. […]
Peter
dice:
dice:
– Non
ci si guadagna da vivere scrivendo.
ci si guadagna da vivere scrivendo.
Claus
dice:
dice:
– No,
lo so. Ma potrò lavorare di giorno e scrivere tranquillamente
di sera. Facevo già così da Nonna.
lo so. Ma potrò lavorare di giorno e scrivere tranquillamente
di sera. Facevo già così da Nonna.
– Come?
Ha già scritto?
Ha già scritto?
– Sì.
Ho riempito diversi quaderni. Li ho infagottati nel mio vecchio
cappotto.
Ho riempito diversi quaderni. Li ho infagottati nel mio vecchio
cappotto.
[…]
Claus
scioglie il cordino con cui è legato il suo vecchio cappotto.
Posa cinque quaderni sul tavolo. Peter li apre uno dopo l’altro:
scioglie il cordino con cui è legato il suo vecchio cappotto.
Posa cinque quaderni sul tavolo. Peter li apre uno dopo l’altro:
– Sono
veramente curioso di sapere che cosa contengono questi quaderni. E’
una specie di diario?
veramente curioso di sapere che cosa contengono questi quaderni. E’
una specie di diario?
Claus
dice:
dice:
– No,
sono delle menzogne.
sono delle menzogne.
– Delle
menzogne?
menzogne?
– Sì,
delle cose inventate. Delle storie che non sono vere, ma che
potrebbero esserle.
delle cose inventate. Delle storie che non sono vere, ma che
potrebbero esserle.
da
La terza menzogna – La trilogia della città di K. – Agota
Kristof
La terza menzogna – La trilogia della città di K. – Agota
Kristof