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CRITICA PORTATILE AL VISUAL DESIGN. Da Gutenberg ai social network, di Riccardo Falcinelli

Editore
Einaudi

Non mi dilungherò molto
questa volta, perché abbiamo la possibilità d’ascoltare viva vox
“Critica portatile al visual design”, il prossimo Venerdì
13 Giugno.

Questo è un libro avvincente ed
estremamente agile. Mi spiego meglio. Avvincente poiché
progettazione grafica, dati storici, processi cognitivi, percezione visiva,
convenzioni sociali, abitudini, costume, dati tecnici, pensieri, propensione
all’insegnamento, e tanto altro ancora, s’intrecciano a meraviglia
dando vita a… un libro bello da vedere, un manuale, un romanzo, un saggio; agile in due
sensi, da consultare, e per la scioltezza di collegamenti di Riccardo
Falcinelli, propria di uno che si muove nei territori del design con
l’allenamento e la grazia d’un danzatore. A un certo punto ho
cominciato ad annotarmeli, questi collegamenti, e ne trascrivo
alcuni:


Dürer-Disney
Barbie-Parmigiano
Manuale di
Storia dell’arte-“Mi piace” social
Magazine di
moda-Libro di chimica
Quotidiani-Blogger
Layout-Tavola
apparecchiata
Cesare Lombroso-O.J. Simpson
Duomo di
Piacenza-Sponsorizzazioni
Svastica-Marchio
Sms-Geroglifici
Font-Guardaroba
Bauhaus-Facebook
Zigomi
delle donne chic-Grazie dei
caratteri
Rotolo-Scrolling
Layout-Gravità
“Polifilo”
di Aldo Manuzio-Pubblicità di un’automobile
Cover di “Arancia
meccanica” della Penguin-Merendine
Vampiri di True Blood-Coco
Chanel
Funzione-Intenzione
Riproduzione-Produzione

e
avanti ancora con, da una parte, la curiosità e le domande che
cominciano a germogliare in noi lettori, in noi consumatori d’immagini e, dall’altra, con
l’intenzione di raggiungerci in tanti, da parte di colui che possiede le
risposte e produce le immagini, poiché, come salta all’occhio, nel visual design ci siamo dentro sino al
collo, ma da autodidatti e senza adeguati strumenti per capire, ad esempio, che le storie dei caratteri tipografici sono anche lo specchio del mondo, nel
quale la purezza è quasi sempre ideologica, il meticciato è la
norma.

I mass media sono, infatti, allo stesso tempo,
sistemi di diffusione e di censura la cui forza è principalmente di
natura estetico-retorica. È quindi chiaro che capire il visual
design non serve solo ai grafici, ma è uno strumento più ampio, in
un’epoca in cui tutto ciò che ci circonda è progettato per essere
visto secondo certe intenzioni. Per informare, raccontare,
sedurre.

Dato che questo è un libro incantevole, per bellezza e qualità, cominceremo, allora, dall’inizio con la prima
domanda. Che cosa significa guardare?

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