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Non è triste Venezia alla MarcoPolo – Venerdì 9 novembre

Editore
Manni

Venerdì 9 novembre alle ore 20
alla Libreria MarcoPolo di Campo Santa Margherita


Non è triste Venezia

Pietre, acque, persone
Reportage narrativo da una città che deve ricominciare
di e con Francesco Erbani
Manni Editori

con l’autore dialoga Lidia Fersuoch

Alle 17.30 passeggiata con l’autore dalla Vida alla Libreria a cura di Antico Teatro di Anatomia di Venezia

A
Venezia esistono le condizioni per prefigurare un organismo urbano del
futuro: perché non cresce e non consuma suolo, perché non spreca
risorse, perché riusa tutto (dall’acqua ai materiali edili) e si è
sempre ricostruita su se stessa, utilizzando moduli costantemente
replicabili e mai monotoni, perché insegna la manutenzione, perché è
ospitale, multiculturale e multietnica, perché si circola senza
macchine, perché coltiva gli spazi pubblici, perché anche gli elementi
più privati di un edificio hanno una dimensione pubblica, perché ha
conservato per secoli (tranne che nell’ultimo) un’eccezionale relazione
fra il costruito e il suo ambiente, cioè la Laguna.

Francesco
Erbani passeggia per calli e campielli e poi al Lido in sella a una
bicicletta, osserva l’Hotel des Bains attraverso le grate del cancello,
guarda le navi da crociera seduto su una panchina alle Zattere.

Ricostruisce
la trama intima di una delle città più celebrate al mondo: le
architetture, l’assetto urbano, le facciate dei palazzi che si
specchiano nei canali, i campi dove si realizza un ideale di spazio
pubblico;e poi il Mose, colossale, costosissimo progetto che non si è
certi se funzionerà e che è stato oggetto di un’inchiesta giudiziaria;
la Laguna maltrattata e snaturata; la dimensione civica minacciata da un
turismo incontrollato e pervasivo, dallo spopolamento, e che tuttavia
resiste, rivendica la propria specificità, una storia di saperi e di
manualità, e si sente inclusiva e accogliente, a misura dei soggetti più
deboli.

Venezia rischia di diventare il non luogo per
antonomasia, quello ricostruito a Disney World, a Las Vegas o a Macao,
ed è invece profondamente autentica, città più di altre città, un
territorio unico e al tempo stesso esemplare che può costituire un
modello di inclusione sociale e di progettazione urbana.

Dietro i
mille sistemi complessi e affascinanti che Venezia ha trovato per
vivere con la sua inedita morfologia, Erbani mette sempre al centro
l’uomo.

Un libro per capire che cosa si perde se si perde Venezia.

Francesco Erbani
È
nato a Napoli nel 1957, vive a Roma, trascorre molto tempo a Venezia. È
giornalista di “Repubblica”, dove lavora nelle pagine culturali. Si
occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio
italiano.

Nel 2003 ha vinto il premio di Giornalismo civile e nel
2006 il premio Antonio Cederna. È stato il curatore del Città
territorio festival di Ferrara e di Leggere la città di Pistoia.

Ha
pubblicato L’Italia maltrattata (Laterza 2003), il libro-intervista con
Tullio De Mauro La cultura degli italiani (Laterza 2004), Il disastro.
L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (Laterza 2010), il
libro-intervista con Leonardo Benevolo La fine della città (Laterza
2011), Roma. Il tramonto della città pubblica (Laterza 2013), Pompei,
Italia (Feltrinelli 2015), Roma disfatta (con Vezio De Lucia,
Castelvecchi 2016).

INGRESSO LIBERO
sino a esaurimento posti

Libreria MarcoPolo
Campo S. Margherita 2899
books@libreriamarcopolo.com
041 822 48 43

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