Letture
TEATRO GROTTESCO di Thomas Ligotti
- Autore
- Thomas Ligotti
- Editore
- Il Saggiatore
All’interno
di Teatro grottesco di Thomas Ligotti si respira tutta l’inquietudine
delle paure più ataviche. Creando atmosfere postindustriali dominate
dalla desolazione e da cupi misteri, Ligotti delinea una metafisica
dell’orrore: gli incubi prendono forma nelle viscere degli uomini e
delle terre che popolano questi racconti. Dietro ogni tenebra, dietro
ogni coltre nebulosa si cela una cosmogonia fatta di esseri ibridi e
senza nome. Una fiera di insensatezze dai contorni sempre fuori fuoco
e sfuggenti, presenze intriganti che paiono prendere vita e
corrompersi nelle elucubrazioni dei personaggi, e successivamente,
rendersi così vischiose da fagocitarne le esistenze.
di Teatro grottesco di Thomas Ligotti si respira tutta l’inquietudine
delle paure più ataviche. Creando atmosfere postindustriali dominate
dalla desolazione e da cupi misteri, Ligotti delinea una metafisica
dell’orrore: gli incubi prendono forma nelle viscere degli uomini e
delle terre che popolano questi racconti. Dietro ogni tenebra, dietro
ogni coltre nebulosa si cela una cosmogonia fatta di esseri ibridi e
senza nome. Una fiera di insensatezze dai contorni sempre fuori fuoco
e sfuggenti, presenze intriganti che paiono prendere vita e
corrompersi nelle elucubrazioni dei personaggi, e successivamente,
rendersi così vischiose da fagocitarne le esistenze.
“Qualcuno
ha detto” esordiva il testo “che dopo aver sopportato certe
traversie – di ordine estatico o abissale – dovremmo sentirci
obbligati a cambiare nome, poiché non siamo più coloro che eravamo.
Invece si applica la regola opposta: il nostro nome perdura a lungo
anche dopo la sparizione completa di qualunque cosa fosse anche solo
soltanto simile a ciò che eravamo o credevamo di essere. Non che ci
fosse granché nemmeno all’inizio: nient’altro che discutibili
ricordi e impulsi sparpagliati qui e là come fiocchi di neve in un
inverno grigio e interminabile. Ciascuno dei quali, tuttavia, presto
cade e si posa in un vuoto freddo e senza nome.”
I
racconti di Teatro grottesco brulicano di esseri crepuscolari,
schiacciati tra terre e cieli della consistenza del piombo:
assoggettati tutti da un destino deforme e imperscrutabile dalla
logica perversa. Tutti assimilati e manovrati da meccaniche celesti
malvagie e ipnotizzanti. La ricerca di senso approda inevitabilmente
alla conclusione della sua inconsistenza: è il non senso l’essere
ultimo; la ricerca solo l’ennesima illusione.
Che
cosa significa essere vivi se non corteggiare ogni attimo il disastro
e la sofferenza? Per ogni svago, per ogni brivido che la nostra
natura di generati esige da questo mondo-luna park, anche a costo
dell’apocalisse, ci sono rischi da correre. Nessuno è al sicuro,
neanche gli artisti-maghi o gli scienziati esoterici, che sono i più
illusi perché i più predisposti a lasciarsi tentare da divertimenti
di genere misterioso e innaturale, armeggiando da buoni artisti o
scienziati con il caos intrinseco delle cose.
courtesy by Martina Mantovan
Teatro grottesco
di Thomas Ligotti
traduzione di Luca Fusari
Il Saggiatore
€ 19
Il Saggiatore
€ 19